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LAST DAYS regia di Gus Van Sant

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stratoZ     6 / 10  28/01/2026 12:25:04 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Van Sant all'esplorazione degli ultimi giorni di questo musicista, indubbiamente ispirato a Kurt Cobain, realizza un film dai tratti desolanti, un'opera grezza e disillusa, in cui le ambientazioni degradate diventano lo specchio di una psiche che ormai ha perso ogni barlume di speranza, ogni particolare sembra andare verso quella direzione, basti vedere una semplicissima scena come quella della colazione, con la luce che appena entra dalla finestra, una cucina totalmente in disordine, un pacco di cereali aperto da chissà quanto ed il protagonista che mangia frettolosamente ed in piedi, quasi non avesse fame, ma solo perché si sente in dovere di farlo, ecco qua è racchiuso tutto l'andare avanti per inerzia che sembra caratterizzare gli ultimi giorni di vita del protagonista, allo stesso tempo, la narrazione si sofferma sul successo, ma visto dal punto di vista di un artista che sembra essere stanco della superficialità dello stesso e decide di isolarsi e fare i conti con i propri mostri, cercando di andare lontano da rapporti finti ed approfittatori delle persone apparentemente vicine.

Stilisticamente estroso, forse fin troppo, il film gioca tanto con i piani temporali, spesso mischiati senza stacchi netti che identificano il cambio, probabilmente specchio delle memorie confuse del protagonista, arrivato in uno stato psicologico dove trova difficile separare determinati eventi, e con delle soluzioni registiche che ricordano il precedente "Elephant", l'uso del pianosequenza a seguire il soggetto, qui usato ancora con una certa frequenza.

Si segnala una gran bella colonna sonora, tra i pezzi suonati da Michael Pitt con la sua band, e la leggendaria "Venus in furs" dei Velvet Underground, pezzo che nella suo andamento ipnotico e nel suo testo rispecchia le tematiche del film - il BDSM è usato come distrazione all'ormai logora vita quotidiana, d'altronde la voce di Lou Reed così apatica risuona benissimo nelle emozioni del film "I'm tired, I'm weary, I could sleep thousand years" -

Apprezzabilissimo - e piccola parentesi personale per tirare fuori qualche sassolino dalla scarpa, diciamocelo, tutta la vita un prodotto del genere che i soliti biopic musicali paracul0 -