Jarmusch ritorna al film ad episodi dopo diverso tempo e realizza un buon dramma che analizza i rapporti familiari con efficacia, non è un film particolarmente originale, e ne ho preferiti altri del regista, tuttavia, come per praticamente tutta la sua filmografia - fa eccezione "Dead don't die", operazione che ad oggi ritengo inspiegabile - mi ha emozionato non poco, il suo stile delicato, i sentimenti di malinconia ed amarezza che riesce a fare emergere tramite queste storie di incomunicabilità che rimandando ad un passato ancora latente nei personaggi, mi hanno trascinato e fatto provare parecchia empatia nei confronti dei personaggi.
La prima storia, "Father", narra la visita dei due figli, fratello e sorella, al padre che vive nella casa di campagna e che da qualche tempo è rimasto solo per via della morte della madre, questo episodio mette in evidenza una certa incomunicabilità che si viene a creare tra i reali bisogni del padre e le convenzioni dei figli, che gli fanno visita in maniera saltuaria ed abbastanza frettolosa, portandogli qualche buon prodotto da mangiare come segno d'affetto e gli lasciano qualche soldo per pulirsi la coscienza, se da un lato, il padre sembra mostrarsi sempre più trasandato e con una lucidità che pian piano sta venendo a mancare, dall'altro interviene la sottile ironia del regista che con un interessante colpo di scena finale ribalta la prospettiva, tuttavia è un'ironia con un sottofondo amaro, che mostra come il padre, non esente da un certo opportunismo, ricorra a determinati stratagemmi per arginare la solitudine in cui si ritrova intrappolato.
La seconda storia, "Mother", ha una struttura analoga, ma le tematiche cambiano diametralmente, due figlie si riuniscono a casa della madre una volta l'anno per vederla e prendere il thé con lei, questo episodio, come il precedente, mostra l'incomunicabilità del rapporto tra genitori e figli, Jarmusch è abile nel mostrare i momenti di imbarazzo, costruire conversazioni superficiali per coprire i silenzi e riempire il tempo, che sembra passare sempre più lentamente per le figlie che non vedono l'ora di andarsene, allo stesso tempo mostra come la madre abbia assunto un ruolo estremamente marginale nel vita delle figlie, probabilmente partendo da un'educazione troppo autoritaria che le ha portate ad una forzata evasione una volta cresciute, basti vedere la gelosia della madre per i suoi libri, dei quali non vuole parlare con le figlie, o la rigidità nelle regole del rito del tè - questo episodio è ambientato in Irlanda - portando addirittura la figlia minore a nascondere la sua relazione omosessuale e raccontare balle su una vita totalmente diversa idealizzata dalla madre, con un attraente uomo che ha intenzione di sposarla.
La terza storia, "Sister Brother", riguarda fratello e sorella che vanno a visitare per l'ultima volta l'appartamento dei genitori morti recentemente in un incidente aereo, iniziando un viaggio nei ricordi legati alla casa ed al rapporto con questi ultimi, qui la memoria prende un ruolo centrale, viene rievocata la nostalgia dei tempi felici, che si scontra con le difficoltà odierne, nelle quali la casa vuota a cui mancano tre mesi d'affitto da pagare, diventa terreno scottante, facendo emergere anche le svariate bugie dette in vita dai genitori, tra documenti falsi e una vita segreta della quale i figli non erano mai venuti del tutto a conoscenza.
Diversi gli elementi simbolici che caratterizzano il film, i ragazzi con lo skateboard, probabilmente specchio di una gioventù vissuta anche dai personaggi, un tempo liberi ora intrappolati in convenzioni familiari che sembrano stare strette, il rolex, sempre presente e simbolo della menzogna o doppia vita, che ogni personaggio si inventa per un proprio scopo personale, la tipica inquadratura dall'alto del tavolino di Jarmusch, quella che vi è sempre in "Coffee and Cigarettes" per intenderci, creando un microuniverso di incomunicabilità e distacco, che personalmente mi ha messo un certo magone per il suo efficace modo di distruggere quelle che in gioventù vengono considerate colonne della vita.