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NO OTHER CHOICE - NON C'E' ALTRA SCELTA regia di Park Chan-wook

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stratoZ     5 / 10  29/01/2026 12:06:18 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Non sono particolarmente andato matto per quest'ultima fatica di Park Chan Wook, se da un lato ho trovato un soggetto interessante, non originalissimo ma efficace, nel suo trattare la costante guerra tra poveri ed una situazione socioeconomica sempre più disperata, dall'altra lo stile esagerato stracolmo di grottesco, nera ironia e sequenze iperboliche al limite del nonsense, mi ha parecchio stuccato, diciamo che è da più di trent'anni che producono film del genere e questo in particolare mi ha dato la sensazione di girare continuamente attorno alle stesse scelte stilistiche, ogni volta alzando il tiro col grottesco.

Incipit con un buon potenziale, un uomo che sembra avere tutto nella vita di un borghese medio, ovvero un buon lavoro che gli permette di avere una bella moglie, due bei figli, due bei cani, una bella casa, un giardinetto curato, suppellettili di valore, corsi di tennis, ballo, lezioni di musica per la figlia e via dicendo, un giorno per via di una spietata acquisizione perde il lavoro, finendo per doversi inventare un modo per tirare a campare, cosa apparentemente impossibile, che lo porterà a dover fare dei grossi tagli alla sua vita, provando a farsi ingaggiare da una società leader nel settore della produzione della carta, ma fallendo per la grossa concorrenza, da ciò gli viene una geniale idea, quella di mettere un falso annuncio, simile a quello dell'azienda, per scoprire i suoi competitor per il posto e farli fuori ad uno ad uno, e poi uccidere il responsabile di reparto e restare il solo a poter prendere il suo posto, da qui ne deriva un thriller d'azione estremamente sopra le righe, in cui il protagonista fa fuoriuscire un senso di sopravvivenza inusuale e col quale si trova palesemente a disagio, generando diverse situazioni tra il comico ed il demenziale, ma con anche diversi momenti che fanno emergere una certa empatia - il primo omicidio, che fa provare un'enorme tenerezza nei confronti dell'uomo che vive solo per la carta, venendo costantemente illuso che verrà ingaggiato da quella società -

Allo stesso tempo viene evidenziata anche la psicologia dei personaggi, costantemente sotto l'influenza della società capitalistica, lo stesso protagonista, paranoico nei confronti del dentista per cui lavora la moglie, perché più benestante economicamente, o la stessa invidia nei confronti dell'influencer che lavora per la società della carta.

Park propone una regia prevedibilmente estrosa, derivante dalle tipiche pellicole postmoderne occidentali, in molti ci potrebbero vedere qualcosa di Tarantino o di Oliver Stone di metà anni novanta, dando in pasto allo spettatore due ore e venti di sequenze sopra le righe, umorismo, sangue, botte ed un po' di tensione, ma nel complesso, mi è sembrato rigirare un po' troppo su sé stesso, fatta eccezione per i minuti finali, che provano a dare un'ulteriore linfa alla vicenda, introducendo l'intelligenza artificiale, ma finendo per tirarla nel bel mezzo del calderone senza un particolare approfondimento.

Nel complesso non mi ha fatto impazzire.