76mm 7 / 10 29/01/2026 15:21:51 » Rispondi Riuscito mix fra noir, spy movie e incubo kafkiano, con suggestiva ambientazione nella Germania dell'immediato secondo dopoguerra (il famoso anno zero di Rosselliniana memoria), divisa fra vincitori con smania di dimenticare e bisogno di ricostruire e vinti che non vogliono saperne di rassegnarsi alla sconfitta. Una delle trame più coerenti di Von Trier, anche se da più parti criticata per la presunta banalità (come se il danese dovesse sempre sfornare robe folli come Epidemic o Antichrist - salvo poi criticarlo anche per quelle, per i motivi opposti). Le sperimentazioni visive invece mi hanno lasciato freddino…faccio sempre un po' fatica a capire questo genere di cose e a trovarci una reale utilità nel contesto filmico…mi sembrano spesso fini a sé stesse e anche qui non si fa eccezione. Mi rimane il dubbio su cosa voglia rappresentare la voce narrante in seconda persona. Capitolo finale (l'unico intellegibile) della trilogia europea del regista, che da qui in poi passerà il resto della carriera a ridefinire i confini della misoginia sul grande schermo.