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LA GRANDE NEBBIA regia di Ida Lupino

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stratoZ     7 / 10  02/02/2026 13:10:50 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Buon melodramma di Ida Lupino che si contraddistingue per il coraggio nel narrare una tematica relativamente scomoda per i tempi, ma anche per un'impostazione narrativa che rispetto ad altre opere tipiche della Hollywood classica riesce ad evitare di finire nella trappola del manicheismo e mostra un punto di vista inusuale.

La storia di Harry, uomo che nell'incipit fa richiesta assieme alla moglie per adottare un figlio, vista l'impossibilità di averne naturalmente da parte di lei, e che tramite le indagini del funzionario, si scoprirà avere una doppia vita in California, luogo dove si recava a detta sua per lavoro, riesce a dare un ritratto di un uomo non tanto meschino, come ci si potrebbe aspettare dalla situazione, quanto semplicemente debole ed incapace di gestire i rapporti umani, la sua iniziale delusione per non poter avere figli con la moglie si trasformerà in una mancanza che lo porterà a ricercare una relazione extraconiugale che tuttavia gli sfuggirà presto di mano, portandolo successivamente a prolungare le cose e non riuscire a spezzare nessun legame per paura di ferire in maniera eccessiva una delle due donne, arrivando addirittura ad avere un figlio dalla seconda donna, vivendo una vera e propria vita parallela all'insaputa di entrambe, facendo la premessa che il tutto è narrato in flashback, quindi è da contestualizzare che il punto di vista è comunque quello dell'uomo, che lascia uno spiraglio di dubbio sull'edulcorazione dei fatti, la figura di Harry ne esce quasi da vittima degli eventi, come specifica il funzionario stesso alla fine del racconto, che non sa se schifarlo o provare pena per lui, non vuole stringergli la mano, ma quasi quasi gli augurerebbe buona fortuna, per il suo bene e quello delle persone coinvolte.

Allo stesso tempo il film funziona bene nella descrizione dei personaggi, gli archetipi di donne presenti, da Eve, prima moglie, più dedita alla carriera, emancipata e capace di badare agli aspetti economici, ma non per questo incapace di provare empatia ed affetto - interessante il suo riavvicinamento ad Harry in seguito alla morte del padre, altro elemento che mostra una certa tendenza psicologica a compensare le mancanze -, ad Phyllis, donna di stampo più tradizionale che fa da contraltare alla funzione di Eve, in questo senso, il protagonista si trova tra due elementi di appagamento che alterna costantemente.

Ottima regia di Ida Lupino, qui nelle vesti anche di attrice, che riprende un po' gli stilemi del noir, dal racconto in flashback con voce narrante ammessa, che può ricordare la tipica confessione del genere, ad un uso della camera più tipico del melodramma, che privilegia primi piani e si dedica a catturare le emozioni ed i dilemmi dei personaggi, riuscendo a creare un forte pathos, immergendo lo spettatore nel limbo in cui si trova Harry, in questa sorta di inettitudine che lo impantana in una situazione difficile.

Buonissimo film.