Mauro@Lanari 6½ / 10 02/02/2026 23:36:54 » Rispondi "Piegato al conformismo imperante nella scuola dov'è andato a insegnare, [Michell] diventa, grazie a Juan Salvador, un invito a non rassegnarsi al quieto vivere...tornando ad alimentarne lo spirito di rottura degli schemi" (Giancarlo Zappoli). Il nome del pinguino è quello dato al gabbiano protagonista del bestseller 1970 di Richard Bach nell'edizione latino-americana: "Juan Salvador Gaviota". Personalmente l'ho trovato distantissimo tanto da quel libro quanto da "L'attimo fuggente" (Weir 1989). Una cappa di mestizia avvolge il film: il pennuto funge da oggetto transizionale che riceve senza fornire rispost'e ancor meno soluzioni le confessioni di drammi, impotenze, fallimenti, traumi e crisi personali com'una figura surrealista in una dolorosa vicenda corale priva di catarsi. Lo humor britannico di Coogan la rende ancor più stridente, rimarrà deluso chi vi cercherà un messaggio d'impegno politic'o anche solo edificante, ed è totalmente atipico nella produzione dell'A24.