Più un'esperienza mistica che un film, diciamo che è il classico contenuto che consiglio di fruire sotto effetto di sostanze psicotrope, il suo essere così trash a tratti funziona pure, il contrasto su cui si basa il film, quello tra l'ambiente nobile della principessa in cui tutti sono con la puzza sotto il naso ed Antonio assieme ai suoi tre amici, rozzi e scansafatiche, mi ha fatto fare qualche risata per il modo assurdo in cui è trattato il tutto, ma siamo ai livelli dei cinepanettoni, un po' lo stesso meccanismo che funziona per Enzo Salvi, che alza talmente tanto il degrado al punto da diventare genuinamente divertente, ecco Siani raggiunge questi livelli in scene come quella del concerto per pianoforte, in cui manda a quel paese il pianista e fa battute scontatissime sulla musica da camera - da letto, perché fa addormentare ihihihih - o nella scena al ristorante con i suoi siparietti col maitre ed il sommelier, tutti i fraintendimenti con i termini sofisticati che Antonio non capisce, la figura dell'interprete che traduce il napoletano cafone verso il linguaggio aristocratico e viceversa.
- "Sai montare un cavallo? - Se me lo dai già montato è meglio, sennò va' a finì che m'imbroglio con i pezzi!"
che risatone ragazzi.
E se la parte comica risulta così sciocca, tutto sommato non è neanche la cosa peggiore del film, visto che ci sono pure i momenti stucchevoli nella seconda parte, come il musical improvvisato tra il ciambellano e Jessica, o ancor peggio, la lettera di addio che Antonio scrive, peccato per questa svolta romantica, mi sarebbe piaciuto vedere per tutto il film loro che fanno i cafoni in mezzo all'alta aristocrazia, magari poteva volare qualche sberla come con Bud e Terence, e invece no, vogliono sempre ficcarci la storiella d'amore per accontentare tutti, ovviamente non parlo neanche dei risvolti di sta roba perché vabbé che lo dico a fare.