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PARANOID PARK regia di Gus Van Sant

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stratoZ     7½ / 10  04/02/2026 11:46:10 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Gran bel film di Van Sant che come in passato si dedica a mostrare il disagio giovanile, un'opera dallo stile grezzo che mostra la quotidianità di Alex, un giovane skater che frequenta Paranoid Park, tramite un montaggio non lineare il film ci mostra una buona descrizione del contesto, a partire da quello familiare, distaccato ed assente nei confronti del figlio, con dei genitori che si sono separati da poco ed un padre noncurante - da sottolineare l'ottima trovata registica sul finale, col padre sfocato sullo sfondo che annuncia ad Alex che non tornerà più a trovarli ed il primo piano laterale del ragazzo che cattura benissimo le emozioni -, i rapporti sociali di Alex, con la fidanzata Jennifer alle prime esperienze sentimentali e sessuali, che mostra quello che è il tipico punto di vista dei ragazzi di quell'età dove l'amore giovanile prende una valenza quasi universale, e lo stesso contesto del parco, con la rappresentazione di questi numerosi personaggi, fondamentalmente degli outsider, che hanno vivono lì e trascorrono le giornate, mostrando un dettagliato ritratto della vita di strada, tra sfide con lo skateboard, graffiti e via dicendo.

Il punto focale del film però è quello che capita ad Alex, che durante una bravata con un suo amico, colpisce una guardia con lo skateboard e ne causa la morte, con annessa indagine delle forze dell'ordine alla ricerca di un colpevole, questa fase mette in evidenza le conseguenze psicologiche di Alex, lasciate latenti nella prima parte di film, che non esplicita la colpevolezza del protagonista, tra senso di colpa e la paura di essersi rovinato la vita, con anche qualche sequenza di gran valore come quella in cui scrive la lettera alla sua amica per confidarsi e togliersi di dosso questo macigno ma che poi decide di bruciare.

Il ritratto che ne viene fuori è quello di una gioventù come persa, demotivata ed apatica, non tanto lontana da quella già mostrata in "Elephant", Alex sembra diventato incapace di godere degli stessi piaceri della vita, il rapporto sessuale con la sua ragazza mostra un'estrema freddezza del personaggio che addirittura rompe con lei il giorno dopo per paura di un legame troppo vincolante, le figure di riferimento sono assenti e viste come prive di empatia e pronte a punire al primo sbaglio piuttosto che a dare un aiuto, "Paranoid Park" è un incubo giovanile tenuto dentro, non urlato per paura delle conseguenze, e per questo forse ancora più subdolo e doloroso, la messa in scena, con i suoi colori scialbi, un grigio prevalente, tra le ambientazioni della scuola e le infrastrutture di una freddissima Portland, rappresentano la visione del mondo del protagonista.

Altro gran lavoro di Van Sant che realizza l'ennesimo bel film della sua carriera.