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IL QUADRO RUBATO regia di Pascal Bonitzer

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Mauro@Lanari     4½ / 10  04/02/2026 23:30:12Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
"Bonitzer lavora s'una linea d'equilibrio fra...da un lato la...commedia morale, dall'altro una meditazione...sull'idea di vero" (Francesco Puma). Un biopic col montaggio del miglior cinema francese, quello abduttivo del 1° Pialat, ma mentre Pialat sapeva gradualmente farci entrare in storia e personaggi, Bonitzer s'attorciglia su se stesso e, al termine di riflessioni metacinematografiche nuove quanto "F for Fake" di Welles, ci lascia con un giovane operaio che risolve i problemi di tutt'i protagonisti con l'eroico gesto d'appagarsi della propria miseria. Ex "Cahiers du cinéma", sceneggiatore di Rivette, Téchiné, Ruiz, Akerman, Fontaine e Verhoeven, emana fetore di conservatorismo. Il Bresson di "L'Argent" è d'un altro pianeta anche solo per l'umiltà d'aver adattato un racconto di Tolstoj. "In bilico tra sprezzatura e moralismo" (Lorenzo Ciofani), "superficial'e vacuo anche se mascherato da un'inutil'eleganza e raffinatezza" (Tonino De Pace).