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LA FORESTA DEI SOGNI regia di Gus Van Sant

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stratoZ     4 / 10  06/02/2026 15:32:28 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ritengo Van Sant un autore capace di mantenere una certa costanza nel corso dei decenni, partendo da metà anni ottanta è riuscito a realizzare tanti bei film, almeno fino alla fine del primo decennio del duemila, però ritengo che negli ultimi dieci anni, abbia perso parecchio l'ispirazione, intaccando notevolmente la qualità delle opere, questo "The sea of trees" è forse il primo film veramente brutto del regista - sarà seguito da "Don't Worry" -, l'ho trovato pretenzioso e banale, un insieme di cliché che si perdono in questo percorso filoesistenziale del protagonista nella famosa Foresta dei suicidi, posto comunque abbastanza inflazionato al cinema.

Il concept, non particolarmente brillante, è la storia di questo uomo che dopo una serie di traumi, decide di andare a farla finita in Giappone, addentrandosi nella foresta, quando sta per compiere il suicidio spunta un uomo da soccorrere, che diventerà il suo compagno di viaggio per il resto del tempo, andando verso un percorso di redenzione, aiutando quest'ultimo, come perso, e con la narrazione che alterna i tanti flashback che esplicano, anche troppo, il passato del protagonista, con diverse sequenze che mostrano il duro rapporto con la moglie, un amore che sta per finire per questioni materiali, come il lavoro di lui, ma che poi viene rivalorizzato dalla malattia e la successiva morte della moglie, che si trasformano nella fattore scatenante della decisione del protagonista, ma è un percorso pieno di stereotipi, dall'esito prevedibile, con quel confine tra realtà ed onirismo spiattellato un po' gratuitamente e facilmente intuibile dalle prime battute, a questo si aggiunge uno stile solenne e pretenzioso, con diverse sequenze didascaliche, come il momento attorno al fuoco, stracolmo di dialoghi che chiariscono fin troppo il percorso dei personaggi.

Personalmente, l'ho trovato una grossa delusione, poco originale e stilisticamente blandissimo, siamo in zona polpettone, brutto.