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VICTORIA regia di Sebastian Schipper

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stratoZ     7 / 10  10/02/2026 13:50:09 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

L'ho trovato un buon thriller, che sicuramente ha il suo punto di forza nella messa in scena, quello che salta subito all'occhio è la scelta di girare tutto il film in pianosequenza, un solo take di oltre due ore nel quale il tempo dell'azione corrisponde al tempo del racconto, il tutto orchestrato splendidamente e con gli attori parecchio in palla - bravissima Laia Costa - ma anche con un comparto fotografico di gran valore, ambientando il tutto nella Berlino notturna tra locali e luci al neon, partendo dalla tarda notte ed arrivando alla prima mattina, il film è impostato come un vero e proprio viaggio, con una componente lievemente straniante data dall'atmosfera e dagli avvenimenti.

Poi, effettivamente, la scrittura non è esente da difetti, come detto da molti, vi è qualche forzatura di troppo, a partire dallo stesso incipit in cui la protagonista viene abbordata da quattro tipi poco affidabili nel pieno della notte, con uno che è anche uscito da poco di galera, fino ad arrivare alla scelta di Victoria, quando sta per aprire il locale, di fare da autista ai ragazzi per questo lavoro che devono fare per il boss criminale che ha protetto quello che era stato in carcere, diciamo che per quanto il background sia stato approfondito nella prima parte, per quanto Victoria possa essersi infatuata di Sonne, questa scelta risulta una forzatura e la trovo uno dei pochi difetti del film.

Ma vi sono anche tanti elementi interessanti, a partire dalla prima parte, magari un po' dilatata ma che riesce bene a trasmettere una particolare atmosfera in bilico tra quella lieve malinconia di fine serata, quando Victoria ed i ragazzi prendono da bere nell'ultimo bazar rimasto aperto e decidono di andare a fumare una cannetta sul tetto di un palazzo, e la sottile tensione nell'aria che fa costantemente dubitare stia per succedere qualcosa, arrivando a non fidarsi mai realmente dei ragazzi, con annessa parentesi sentimentale nei momenti al bar, quando Victoria e Sonne intrattengono quel lungo dialogo dove iniziano a conoscersi di più, ma questa atmosfera, quasi cullante, viene presto spezzata da questo colpo che i ragazzi sono costretti a fare, introducendo una seconda parte dove lo stile stesso diventa ben più brusco e la tensione si impenna, basti vedere i tesi momenti dell'incontro col boss criminale o la stessa rapina, con la camera rimane sempre con Victoria e mostra il suo punto di vista, rinunciando in parte all'azione ma gestendo benissimo la tensione, con l'ottima trovata della macchina che non parte più a creare una forte tensione, ed arrivando ai momenti della fuga, nei quali Sonne e Victoria, unici sopravvissuti, rapiscono un neonato per sfuggire alla polizia, altro momento che riesce a tenere alte le palpitazioni, arrivando fino ad un finale particolarmente drammatico in cui svanisce l'adrenalina del momento e la protagonista, così come lo spettatore, fa le dovute riflessioni sull'avventura appena passata.

Il risultato finale è un buon thriller, che si fa apprezzare più per il virtuosismo tecnico che per la narrazione, e che riesce comunque a restituire una forte tensione e lasciare lo spettatore pochi istanti di pace, specie nella riuscita seconda parte.