caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

TARDA PRIMAVERA regia di Yasujiro Ozu

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
stratoZ     9 / 10  11/02/2026 12:07:13 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Uno dei capolavori di Ozu, e forse il film che rappresenta la sua definitiva maturazione, "Tarda primavera" è un'opera straordinariamente sentita, che riesce a trasmettere una forte malinconia di fondo ma con delle spiccate note ben più dolci che mitigano l'esperienza dello spettatore, la sceneggiatura è incredibilmente efficace nel riuscire a trattare svariate tematiche con un soggetto così striminzito, alla fine la storia è più semplice che mai, raccontando di Noriko, giovane donna di 27 anni, che non si è ancora mai sposata per restare accanto al padre, rimasto vedovo, da qui la narrazione ci introduce due aspetti fondamentali, quello prettamente familiare, dato dal rapporto tra Noriko ed il padre, un legame intenso, di accudimento ed amore e l'aspetto di stampo sociale, contestualizzando molto bene l'era che il Giappone stava vivendo, in un contrasto tra modernità e tradizione, elemento che si ripeterà più volte nella filmografia di Ozu.

Il contesto è quello del secondo dopoguerra, in un Giappone che si stava lasciando alle spalle le brutte esperienze belliche e si avviava verso una nuova modernità, nella quale la globalizzazione sembra fare costantemente capolino, venendo inseriti degli elementi strategici all'interno della pellicola come l'insegna della Coca-Cola od il costante riferimento a Gary Cooper, icona di bellezza e fascino favorita dall'egemonia del cinema americano, è qui che Noriko si ritrova in una sorta di morsa, venendo considerata, dalla parte prettamente tradizionalista, come ormai troppo vecchia per non essere sposata, ricevendo più volte domande sulle sue intenzioni di matrimonio, specialmente dalla figura della zia, addirittura preoccupata, per il futuro della donna, e che risulta essere pedante, facendo anche pressione sul padre, ed uno dei principali temi del film è proprio l'impossibilità di sfuggire a queste pressioni sociali, che si sposa efficacemente con la tematica del tempo che passa, implicitamente, sembra che più Noriko cresca, più socialmente inaccettabile sia la sua condizione da nubile, allo stesso tempo, il film mostra una forte dimensione intimista, trattando egregiamente il distacco dal nido familiare, col padre che affezionato alla figlia e consapevole che non vorrà mai sposarsi per non lasciarlo solo, decide di dire una bugia a fin di bene, facendo finta di risposarsi, una bellissima trovata che specie nelle battute finali emoziona incredibilmente.

Diversi i personaggi emblematici, oltre al duo protagonista, anche la migliore amica di Noriko, che si è sposata da giovane ma ha divorziato poco dopo, che diventa un elemento che mostra come il matrimonio venga imposto dalle convenzioni, come diventi un mezzo per innalzare lo status, senza affetto nel mezzo, come la società lo strumentalizzi, o la stessa donna che appare e diventa la presunta sposa del padre, anch'essa rimasta vedova, con la quale sembra venire organizzato un matrimonio di convenienza, per non restare da soli per il resto della vita.

Ozu impone una regia straordinaria, altro punto forte del film, quasi tutto a camera fissa - se non sbaglio, ci sono due scene precise in cui la camera si muove, che corrispondono alle uniche volte che i personaggi si muovono in uno spazio esterno -, con inquadrature simmetriche, di stampo pittorico, ed il suo celebre quadro da terra, con la camera poggiata sul tatami, restituisce una forte rigidità, legata ad ambienti in cui la tradizione sembra imporre il suo volere, utilizzando, in realtà saltuariamente, anche un linguaggio simbolico, come si vede nell'inquadratura finale, con le onde del mare che si scagliano sulla spiaggia, specchio dell'esistenza, mai ferma, in costante movimento e trasformazione, per quanto si possa desiderare che certi momenti o periodi durino per sempre, lo scorrere del tempo, e di conseguenza il cambiamento, è inevitabile.

Tante scene di grande valore, su tutte, il giro in bicicletta di Noriko e l'assistente del padre, in cui l'evasione all'aria aperta genera una forte sensazione di libertà, l'ultimo viaggio di Noriko ed il padre ed il dialogo che si viene a creare tra i due, di una straordinaria profondità, ed infine quel finalissimo con la mela, straordinariamente emozionante.

Impossibile non citare anche le interpretazioni, con l'attrice protagonista straordinaria, sorridente nella prima parte e con una componente estremamente malinconica nella seconda in cui riesce a comunicare tantissimo con la gestualità e l'espressività del viso, anche il padre stesso nella sua interpretazione sobria è perfetto nel far passare i sentimenti.

Film enorme.