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UN AMERICANO A PARIGI regia di Vincente Minnelli

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stratoZ     7½ / 10  17/02/2026 14:56:25Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Con i suoi difetti, è un'opera mi piace molto, una fiaba sentimentale dai colori vividi che lascia lo spettatore in un mood allegro e sognante, uno dei film di maggior successo di Minnelli, e forse il suo musical che preferisco, considerato che in linea di massima, non mi strappo i vestiti per la sua filmografia, lo ritengo un discreto mestierante che comunque è riuscito a diventare iconico, tra grandi performance, con mitico Gene Kelly ed i suoi balletti, straordinario nel tip tap, e la musica di Gershwin, con alcuni pezzi ancora di stampo classico ma che trasudano un mood fresco e poetico, con una trama esile, ma che si adatta alla trasposizione.

Il film narra della vita di questo ex soldato statunitense che dopo la fine della guerra si è trasferito a Parigi per rincorrere il suo sogno, diventare un pittore, alla ricerca di un'ispirazione in una città che è un punto di riferimento per l'arte moderna, da qui si intrecciano le sue avventure con quelle di altri personaggi, come il suo amico Adam, pianista in erba col sogno di tenere dei grandi concerti all'Opera di Parigi - e protagonista di una bellissima scena di stampo surreale in cui al concerto interpreta sia il pianista, che il direttore d'orchestra, che altri ruoli nel corpo strumentale - ma anche Henri, un aspirante cantante con la carriera in fase di lancio, andando a sviluppare il corpo principale del film una volta che si intromettono le vicende sentimentali, Jerry, il protagonista, incontra spesso una giovane collezionista d'arte che decide di finanziarlo, perlopiù perché attratta da lui, ma anche per quanto apprezza la sua arte, ma che non viene del tutto ricambiata, perché l'uomo si innamora di Lise, una giovane donna conosciuta in un locale, che si scoprirà essere promessa sposa di Henri.

Il film si sviluppa all'interno di questo semplice intreccio e di per sé la sceneggiatura non è particolarmente intrigante, è però lo stile che valorizza l'opera, tra un tecnicolor ideale per le meravigliose location parigine, così vive, così pittoriche, così romantiche, regalando numerose scene visivamente sublimi che assieme alle spettacolari coreografie ed i pezzi musicali trasporta lo spettatore nel mood vivace e sognante che il film vuole imporre, basti guardare i poetici momenti sulla Senna, con quell'alberello e le luci soffuse che si rispecchiano sull'acqua come in un quadro impressionista, nei quali Jerry dichiare il suo amore a Lise, o ancora, le belle coreografie che si vengono a creare quando i tre amici iniziano ad improvvisare al bar, o anche nell'appartamento di Adam, in cui si sprecano i virtuosismi tra piano e lo straordinario tip tap di Gene Kelly, e per finire il poetico finale, che gioca tanto con la sospensione dell'incredulità ed allo stesso tempo, critica mossa da molti, risulta fin troppo lungo, ma contiene diverse perle al suo interno, su tutte, quella che ho apprezzato di più è l'omaggio a Tolouse-Lautrec con la dissolvenza all'interno di una delle sue locandine che riporta i personaggi ai tempi della bella epoque.

Gran bel musical di Minnelli, ad oggi giustamente un'opera di culto, film che io ritengo di totale evasione, trascinante in un mood di gioia che sprizza da tutti i pori, una di quelle classiche opere forti emotivamente che ti fanno chiudere un occhio su qualche difettuccio od ingenuità sparsa qua e là.