Harpo 8 / 10 17/02/2026 17:15:32 » Rispondi Dai che forse anche la stagione americana qualcosa da dire ce l'ha. E di certo, io, ho molto da dire su "Marty Supreme", una delle esperienze cinematografiche più interessanti della mia vita. Antefatto: ho scoperto da pochissimo che hanno risistemato un cinema parrocchiale a 2 km da casa mia, classico luogo d'incontro di boomer nostalgici della provincia e ne sono diventato un affezionatissimo frequentatore. Schermo relativamente piccolo, ma semplicemente spaziale con una gamma dinamica di colori che gli altri cinema della zona più o meno si sognano. Se poi ci aggiungi una programmazione al top, oltre al fatto che i boomer che lo frequentano sono super tranquilli e quasi mai molesti (anche quando la sala è completamente piena), ho fatto davvero tombola. Ieri mi sono andato a vedere il lavoro di Safdie e in sala eravamo -purtroppo- pochissimi: io e una dozzina di signori sulla settantina. Guardando il film, un aspetto è emerso subito chiarissimo: il montaggio frenetico. E' la stessa cosa di "Everything, everywhere, all at once", di "Anora", di "Una battaglia dopo l'altra" (ma pure di "Top Gun: Maverick") e l'esatto contrario di "The Brutalist" o "Killers of the Flower Moon": ogni due minuti succede qualcosa, tutto è velocissimo, non hai mai un momento di respiro. E' la risposta (o la reazione?) del cinema autoriale a TikTok. E' la nouvelle vague all'epoca del digitale. Però "Marty Supreme" ha qualcosa che agli altri film non avevano a questi livelli (EEAAO escluso, ma vabbeh, lì c'era già tutto a prescindere): è un film su questi giorni, è un film sul post pandemia. E' "La casa nella prateria" del 2026 (sì, ok, Marty è più bello, lol). LCNP era una serie ambientata solo formalmente nel West, ma in verità parlava di giovani boomer, della loro epoca, di come vivevano. Era una serie ragionata da autori della Silent Gen e ancora oggi funziona perché è un manifesto di un'epoca (melenso e sdolcinato, sia chiaro), ma comunque spontaneo. MS è la stessa cosa: formalmente è ambientato negli anni '50, ma parla dei giorni nostri e lo fa parlando agli zoomer. Non solo, lo fa in una lingua che i boomer non capiscono, che non possono capire neppure volendo. Parla di un ragazzo determinato a non accettare lo status quo e che deve conquistarsi tutto in ogni momento della vita. Di fronte a ingiustizie, assurdità, violenza. Marty non è un campione di ping pong: è un influencer, è uno studente di una LABA, è la vittima di un sistema profondamente sbagliato, un sistema che lo vede partire sempre in una posizione di svantaggio e che gli fa prendere sonori calci nel c*lo da una pletora di vecchi inadeguati. E torniamo al mio cinema in presenza: i vecchi lo hanno odiato, senza neanche rendersi pienamente conto del perché: ok, c'è Marty con una morale non totalmente limpida a urtarli. C'è il montaggio frenetico che li urta ancora di più. Però è il sottotesto (che loro non colgono) a farli "soffrire". E' come se intuissi inconsciamente che la tua mamma è un po' una zoccolona: ci staresti male, ma non sapresti dire bene il perché. E anche nei due commenti critici che ci sono qua sotto, vedi che gli utenti sono infastiditi da qualcosa, sopportano poco Marty, ma non ti sanno spiegare bene il perché. Insomma, guardatelo solo se avete un'apertura mentale di un certo tipo, se siete disposti a prendere su, perché questo è un film che di norma dovrebbe essere vietato ai maggiori di 50 anni XD