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GALLINA NEL VENTO regia di Yasujiro Ozu

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stratoZ     8½ / 10  oggi alle 13:54:35Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Film stupendo di Ozu, una delle sue opere più crude e pessimiste, un dramma familiare che appoggia le sue radici sul contesto del dopoguerra in Giappone, un po' analogamente a quello che stava succedendo in Italia col Neorealismo, in un periodo in cui la ferita non si era ancora risanata del tutto, ed anzi, vi erano dirette conseguenze, come la prigionia di diversi soldati giapponesi in Siberia, ancora non liberati nonostante la fine del conflitto, è qui che si sviluppa la storia di questa famigliola, con la madre ed il figlio che aspettano il ritorno del padre dal campo di prigionia mentre vivono di stenti, arrivando a malapena a mangiare, fin quando un giorno il figlio si sente male e deve essere ricoverato in ospedale, da qui, la madre per disperazione si prostituisce per riuscire a pagare le cure al figlio - e qui vi è anche una certa critica al contesto politico del periodo, nel quale ancora non vi era un'assicurazione sanitaria -, facendo questo sacrificio simbolico della sua fedeltà e della sua stessa dignità per il figlio, fatto che tuttavia porterà a degli strascichi psicologici, andando a creare un forte senso di colpa nella donna che dopo il ritorno del marito non riuscirà più a trattenere il segreto, scatenando l'ira dell'uomo.

Il film presenta uno stile lievemente più grezzo di quello a cui Ozu abituerà il pubblico nelle opere successive, non vi è una particolare ricerca dell'inquadratura simmetrica, la composizione del quadro è meno ricercata, tuttavia, si sposa molto bene con la dura tematica, propone anche una serie di scene coraggiose, particolarmente violente per il tempo, mostrando senza tanti fronzoli l'ira del marito e le violenze subite dalla moglie, con addirittura la caduta dalle scale sul finale, momento particolarmente pesante dal punto di vista emotivo, ma probabilmente il punto forte del film è la narrazione, che come spesso accade nell'opera del regista, in pochi semplici punti riesce ad aprire un mondo sul contesto e sui paradossi dello stesso, "Una gallina nel vento" è un film basato su una scelta, fatta da un personaggio con le spalle al muro, la scelta di prostituirsi va a rompere qualsiasi convenzione e moralità del tempo, riportando il personaggio per la disperazione ad uno stato quasi brado, nel quale prevale l'istinto materno per assicurare la sopravvivenza del figlio, cosa che entra nettamente in contrasto con quella che è invece una società colma di pregiudizio e sovrastrutture, allo stesso tempo tocca anche la dura realtà dei reduci di guerra, lo sguardo a volte assente, a volte iracondo del marito, sembra restituire una lucidità molto precaria, il suo girovagare nella parte finale di film, per spiegarsi a tutti i costi l'accaduto è un accenno al futuro disturbo post traumatico - futuro nel senso che verrà trattato ben più in là, come nella New Hollywood riguardo al Vietnam - ed allo stesso tempo il film vuole muoversi in una direzione di pura rappresentazione del contesto di difficoltà delle famiglie, con una forte attinenza alla realtà.

Per quanto mi riguarda, stupendo, amaro e cinico, meno poetico di quella che sarà la filmografia successiva del regista, ma compensa con una forte dose di pessimismo e schietta durezza.