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IL FILO DEL RICATTO - DEAD MAN'S WIRE regia di Gus Van Sant

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Invia una mail all'autore del commento kowalsky     8 / 10  02/03/2026 01:09:32 » Rispondi
Quando assisti a un buon (ottimo) film americano, di quelli che ti ricordano Lumet ma anche Mulligan e Pollack, ti viene quasi voglia di avvolgerti nella bandiera degli Usa, magari pure amare John Wayne (citato e visionato in immagini di repertorio) o votare perfino Trump...non esageriamo, ma a parte uno script impeccabile che non teme nulla, tantomeno di sfiorare un esilarante parossismo - specialmente nei dialoghi tra sequestratore e vittima - "Dead man's wire" ha una forza visiva e morale incredibile. Per Tony Kiritsis, folle coraggioso reazionario anarchico uno che come molti americani crede pur(e)troppo in una Nazione che riconosca i suoi errori e ne faccia proseliti - errore perché cmq l'America assolve ma non si assolve. Grande prova attoriale di Skargart compresa. Per l'Uomo sequestrato, che assiste passivamente al cinismo del padre al telefono ma sa di essere costretto ad assolvere quel Sistema per tornaconto personale e familiare. Per la voce della Notte, un dj afroamericano che sarebbe piaciuto molto a Spike Lee o a Oliver Stone. Per la capacità visiva - cfr. Il montaggio del film alternato s immagini di repertorio e con Epilogo finale è straordinario e mostra che Van Sant è sempre un Numero Uno, un cineasta immenso. Per gli esterni e le location, un luna park da Voglio da videoclip, forse esagerato ma necessario. Per la capacità di raccontare un'America di Sogni bruciati molto davvero molto attuale - ci si spinge Oltre citando Dog day ma anche lo scoop di una società maschilista che non sfrutta doverosamente il potenziale femminile. Perché coinvolge, in tutto, e sa soffocare e a volte divertire con appunto il nonsense, e il dolore l'angoscia è di tutti, malgrado lo Street food nella Cronaca faccia pensare all'ennesima patata militare o una Campagna Elettorale. Ha solo il difetto di essere talvolta enfatico e cinematograficamente tanto o troppo derivativo.
Senza dimenticare la splendida colonna sonora e il climax di quegli anni. Credevamo di essere nel 1977 e ci ritroviamo nel 2026 di Trump e delle forze di polizie cfr. Più rassicuranti quelle di "ieri"