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LA VALLE DEI SORRISI regia di Paolo Strippoli

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stratoZ     6 / 10  02/03/2026 11:53:59 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Lo ritengo un film sufficiente ed allo stesso tempo un'occasione sprecata, perché il concept in sé ha un enorme potenziale, la grande metafora psicologica tra le righe di questo horror dai tratti folkloristici, che inevitabilmente ricorda opere come "Midsommar", "The Wicker man" e qualcosina in zona Fulci, funziona benissimo, il film vuole creare un'iperbolica rappresentazione di un paese dalla psiche mutilata, totalmente a pezzi per il disastro avvenuto anni prima nel quale buona parte dei membri della comunità hanno perso qualcuno, generando continui traumi, Matteo, il ragazzo che assorbe il loro dolore tramite gli abbracci, rappresenta un po' quella via facile di affrontare i sentimenti negativi, nascondendo tutto sotto il tappeto, andando verso un appagamento facile, arrivando a creare dipendenza, soprattutto una volta che l'effetto svanisce, si potrebbe sostituire una qualsiasi sostanza psicotropa a Matteo e l'effetto sarebbe quello, ma lo si vede esplicitamente nel fatto che il protagonista stesso all'inizio del film è un ubriacone e dopo aver abbracciato Matteo sembra aver risolto la sua dipendenza, lo si vede anche in quella sorta di astinenza che vivono i personaggi, che iniziano a manifestare prurito e pelle scorticata una volta che l'effetto viene a meno, lo si vede anche in tutto il sistema che vi è dietro, tra padre, prete e tutti quelli che lucrano sopra questo fenomeno, e proprio per questo non è da escludere la religione tra le possibili metafore di dipendenza, d'altronde l'oppio dei popoli è stato per secoli, ed è ancora, una facile soluzione al dolore, basata su dogmi, preconcetti e lucro.

Se questa grande metafora funziona bene, il film si perde nei dettagli, nelle piccole sottotrame che aggiungono fin troppa roba distraendo lo spettatore e penalizzando la tensione, lo stesso rapporto tra Matteo ed il professore prova ad introdurre una superficiale analisi sociale che sembra portare a poco o nulla, altri personaggi di contorno, come quel tuttofare che si schiaffeggia da solo e poi perde tre dita della mano, ma lo stesso vicino di casa del protagonista, aggiungono un sacco di fuffa che mi è sembrata ridondante, la questione riguardante i rapporto di Matteo col resto dei compagni, il bullismo, la velata attrazione nei confronti del suo amico, tutti elementi che mi sono sembrati di troppo, ad arzigogolare una narrazione che non ne aveva il minimo bisogno, e soprattutto a levare attenzione magari a qualche scena di stampo più horrorifico, di fatti la tensione latita, o comunque sembra arrivare a sprazzi, qualche momento particolarmente inquietante c'è, come la prima volta che vanno a trovare Matteo e si vede l'abbraccio col professore, ecco lì i tempi sono gestiti splendidamente, riuscendo a creare curiosità ed immedesimazione, o ancora, il tentato omicidio nei confronti del protagonista, riesce ad essere angosciante e genera una certa paranoia nel sapere le intenzioni di quel popolo di matti, ma diventano casi isolati all'interno di una narrazione troppo esigente nei confronti della stessa scrittura.

Sufficiente.