Il mio acerrimo nemico Muccino che probabilmente si sarà visto qualche film di Altman, o di Renoir, o di qualche altro autore a cui piace dissacrare la borghesia, realizza questa sorta di dramma corale isterico e con una scrittura di cose già viste e riviste, concetti stantii, anche per come vengono trattati e considerazioni banalissime.
Che dire, una sorta di hall of fame di attori italiani partecipa a questo film dove una coppia di anziani invita tutta la famiglia nell'isola dove abitano per festeggiare il cinquantesimo anniversario di matrimonio, purtroppo quando devono ripartire vengono cancellati i traghetti per colpa del vento e tutta la famiglia rimane bloccata lì, da qui il disastro, la narrazione presenta fin da subito gli argomenti che verranno trattati tramite gli stessi personaggi, buona parte monodimensionali, dalla stucchevole e prevedibilissima storia d'amore tra Accorsi, il classico figlio che non vuole proseguire la professione dei genitori e decide di diventare uno scrittore mezzo bohemienne con la barba incolta, soggetto iper performativo, che finirà per andare a letto con la cugina sposata - si capisce fin dalla prima occhiata - al cugino pecora nera che ha combinato un sacco di guai e a cui sta nascendo un figlio che vuole farsi riprendere a lavorare nel ristorante di famiglia per stare meglio economicamente, passando per tutti i vari personaggi che hanno scheletri nell'armadio, relazioni extraconiugali, gelosie, scenate, e via dicendo, una frammentazione narrativa che intreccia le vicende di questi tizi seguendo il classico schema che li porterà a deflagrare in una lite dove si metteranno ad urlare, giocando costantemente con un clamore che va ad aumentare il carico di grottesco ogni volta, che dire, il metodo più banale possibile per mostrare le contraddizioni della famiglia moderna.
Nel complesso il film è una sarabanda di macchiette, buona parte insopportabili, situazioni al limite - il rapporto tra Favino e la moglie, mamma mia ragazzi - e drammi trattati nella maniera più sbrigativa e superficiale possibile.