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CATCH ME IF YOU CAN - PROVA A PRENDERMI regia di Steven Spielberg

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stratoZ     7 / 10  03/03/2026 12:15:29 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Beh dai è un simpatico biopic di Spielberg, divertente, ritmato, interessante anche per la bizzarra storia che racconta, che nel suo essere romanzata comunque è gradevole, detto tra noi uno dei pochi film con Tom Hanks che digerisco, lo trovo un intrattenimento di buona qualità, vuoi per l'ottimo cast, con nomi altisonantissimi, oltre gli stessi Hanks e DiCaprio, anche Christopher Walken, una giovanissima Amy Adams, Martin Sheen, vuoi per la buona regia di Spielberg, che ogni tanto si ricorda i bei tempi - purtroppo era già in quella fase calante, che io ritengo inizi nel post della doppietta "Jurassic Park"-"Schindler's List" - e propone diversi momenti di buon livello, una camera parecchio ispirata, che regala virtuosismi, inquadrature dinamiche, che rispecchiano tramite lo stile, la tematica principale del film, questo infinito inseguimento, una gara di furbizia e scaltrezza che riesce a tenere lo spettatore sulle spine, anche grazie alla tensione emotiva che si viene a creare, una posta in gioco altissima figlia di una sceneggiatura che nella sua convenzionalità funziona benissimo, insomma è un gran bel prodotto, intrattenendo splendidamente per oltre due ore.

E poi c'è anche un po' quel background del personaggio che riserva lievi inserti sociali dell'America del tempo, il rapporto familiare, col padre, borghese di un certo prestigio che sta andando in malora economicamente e si separerà dalla moglie, evento che sarà la scintilla delle avventure di Frank, la stessa rappresentazione di una nazione basata sull'apparenza, d'altronde il protagonista lavora sempre sul modo di porsi, sul vestiario, sulla cura di se stesso che diventa elemento di persuasione, basti vedere il differente approccio che hanno gli operatori bancari in base a come si presenta, se in divisa o meno, un interessante specchio dell'America contemporanea, arrivando ai rapporti emotivi, la necessità di doversi fermare per non vivere perennemente in fuga, il non poter piantare radici, grande limite della condizione del personaggio.

Nel complesso è un biopic molto gradevole, grazie anche al suo stile spesso in bilico tra commedia e dramma, con diversi momenti memorabili, come il primo incontro tra Frank e Handratty, in cui si finge dei servizi segreti, o la fuga dall'aereo passando attraverso il gabinetto, fino alle telefonate tra i due che diventano momenti di riflessione.

Niente male.