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SONS (2025) regia di Gustav Möller

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The Gaunt     7 / 10  03/03/2026 15:41:10 » Rispondi
Questo Sons ha qualche elemento comune al precedente The Guilty. Pochi contesti sono claustrofobici come il carcere ed, a parte il prefinale, l'ambientazione del film è interamente ambientato nelle diverse sezioni del carcere dove Eva inizialmente è una guardia apprezzata sia da colleghi che dagli stessi detenuti. Tutto cambia quando nella sezione dei detenuti più pericolosi, considerati irrecuperabili ne viene trasferito uno che altri non è che l'assassino del figlio, morto in carcere quando ormai non aveva più rapporti con la madre. Tra i diversi temi che tocca come il senso di colpa per la morte del figlio, c'è sicuramente quello formale legato al dovere istituzionale di sorvegliare e recuperare i detenuti, con quello più privato e certamente meno legale della voglia di vendetta nei confronti dell'assassino del figlio che fin da subito, dopo essersi trasferita nella sezione peggiore, comincia a bersagliare e prendere di mira. La Knudsen è bravissima perché con poche espressioni del viso riesce a mostrare un volto freddo senza nascondere la rabbia interiore in lei, che si scatena quando aggredisce il detenuto a suon di manganellate con furia omicida. Allo stesso tempo Moller non offre molti altri agganci al personaggio perché viene taciuto ogni particolare della sua vita aldilà del lavoro stesso. Quel senso di colpa che ha confinato la sua stessa vita all'interno delle quattro mura carcerarie. Una prima parte di film praticamente perfetta, una seconda leggermente più convenzionale e meno tesa. Nel complesso rimane un film di tutto rispetto.