Mauro@Lanari 5 / 10 oggi alle 03:30:30 » Rispondi E 3. Gl'ultimi film di Garland, Bigelow, Panahi sconfessati dalla cronaca: negli States la guerra civile non sta andando come previsto, idem il rischio di 3a GM e l'attacco in Iran. Arroccat'in una dimensione che non attiene alla nostra, autori e giurie festivaliere palesano una sconcertante pochezza di lungimiranza, meno attuali che mai quant'il podcast e la trasposizione teatrale di Cecilia Sala cronicamente d'aggiornare. "Ti sei messa in un modo che mi ricorda tanto uno spettacolo che avevamo visto insieme, quello con solo un albero..." "Era 'Aspettando Godot'." "Giusto, Shiva [...] è arrivato il momento in cui si deve agire, non bisogna aspettare qualcuno che fa il miracolo [...] Siamo in guerra, noi. Non si scherza, la regola è una: o uccidi o vieni ucciso. Vi è chiaro questo?" ("From afar, you reminded me of that play we saw with just a tree." "'Waiting for Godot'." "It's up to us to take ourselves in hand, no use waiting for a miracle [...] Shiva, we are at war. This is no joke. If you don't kill, you get killed."). I dilemmi morali concreti e impellenti sono questi, da sciogliere non sul set ma sul campo bellico mentre s'apprezza il color oro dei nuovi tendaggi alla Casa Bianca. Poi qualcuno mi spieghi perché le vittime si decidono a interrogare il carnefice o chi per lui (la figlia) solo alla fine.