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GIGI regia di Vincente Minnelli

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stratoZ     5½ / 10  10/03/2026 12:39:48Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Una delle opere più celebri e celebrate di Minnelli, avendo addirittura fatto incetta di oscar, è un musical a mio parere abbastanza sopravvalutato, che propone una storia relativamente semplice in una Parigi da cartolina, un po' lo schema già rodato in "An american in Paris", ma decisamente meno emozionante ed ispirato sotto il punto di vista musicale e coreografico, la storia, ambientata nella belle epoque, narra di Gigi, giovane donna proveniente da una famiglia molto benestante che vive con la madre - curiosa la scelta di non mostrarla mai ma far percepire la sua presenza tramite gli esercizi di canto fuori campo - e la nonna, con quest'ultima che decide di mandarla dalla zia per prendere delle lezioni e venire in indirizzata in quel mestiere che ha fatto la fortuna della famiglia ed è diventato una sorta di tradizione, la disonesta.

Da qui il film si sviluppa col suo stile edulcorato in scene bizzarre, spesso sopra le righe, alcune anche esilaranti, come la prima lezione della zia, il suo personaggio volutamente caricaturale, legato al lusso sfrenato ed alla bella vita della disonesta di stampo aristocratico, con precise indicazioni su gioielli, diamanti e uomini che tendono a regalarli, passando per le sequenze successive, nel cuore del film che approfondiscono il rapporto tra Gigi e Gaston, questo giovane benestante che bazzica sempre attorno alla famiglia e che tramite alcune rocambolesche sequenze porterà il film sui binari prevedibili che lo spettatore si immagina fin dall'inizio, quelli sentimentali ovviamente, con la narrazione che costruisce progressivamente il rapporto fra i due giovani tramite episodi di complicità ma anche scontrosità.

Quello che dovrebbe essere il punto forte del film, ovvero la componente visiva, in realtà ritengo non sia particolarmente memorabile, è un'immagine che crea un certo effetto wow nel breve termine, con i suoi colori saturissimi, utilizzando addirittura il Metrocolor, mostrando spesso e volentieri gli spot più pittoreschi di Parigi, partendo da Bois de Boulogne e girando per i vari monumenti celebri della città, ma il tutto è talmente edulcorato da creare distacco, sembrando quasi falso, una patina eccessiva che arriva a stuccare, ed il film calca costantemente la mano su questi aspetti, andando nei locali più in della città, quasi fosse uno spot turistico - non che ce ne fosse bisogno in realtà - discorso simile per gli interni, se la casa della zia risulta tutto sommato gradevole, quella della nonna è una pacchianata incredibile, con quelle pareti rosse e le varie suppellettili dorate, ma come fanno a dormire in una casa così? Starei coi tremori h24, vabbè.

Le canzoni sono simpatiche, non eccezionali ma qualche pezzo orecchiabile qua e la c'è, come la stessa "Gigi", canzone più celebre del film addirittura premiata con l'oscar, meno ispirate le coreografie.