Mauro@Lanari 3½ / 10 13/03/2026 16:46:32 » Rispondi "Il gioco degl'opposti: Pio è credente, Amedeo no, Amedeo è padre, Pio no, Pio è svagato, Amedeo è scrupoloso, Pio è stato lasciato dalla fidanzata, Amedeo dalla moglie ma tanti anni prima, Pio aspetta il ritorno di Francesca, Amedeo forse s'innamora di Marina, Pio s'occupa dei giovani d'una comunità di recupero, Amedeo di vecchini in casa di riposo." Ma cos'accade quando son'obbligati a condividere lo stesso edificio? Un "filmetto privo di ritmo e prolisso, annacquato da buoni sentimenti" (Giulio Sangiorgio). "Pio è il solito svampito, imbranato e ingenuotto dall'atteggiamento passivo, Amedeo il rozzo [...] tutto faccette e spasmi muscolari del collo e della lingua. [...] Rimane sempre il dubbio: si ride per l'efficacia della battuta o per non piangere?" (Matteo Pasini). Come non spanzarsi per frasi (meme?) argute tipo "J'adore Loreto" e "La carica dei 104"? Come non goders'i tempi comici del duo e le loro banalità buoniste? Retorica qualunquist'a crepapalle, è il loro "Bella addormentata" "coll'imperativo incassare" (Federico Pontiggia). Missione riuscita. Se "la commedia può essere anche uno spazio di riflessione" (Camilla Tettoni), qui, al seguito dei Pooh, siamo al nuovo abisso del nazionalpopolare.