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INCONTRIAMOCI A SAINT LOUIS regia di Vincente Minnelli

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stratoZ     6 / 10  18/03/2026 12:44:27Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il primo grande successo di Minnelli e probabilmente il film che indirizzerà di più la sua carriera, nel bene e nel male, se da un lato gli ha dato la possibilità di diventare uno dei registi di punta del genere, scolpendo il suo nome tra i grandi della Hollywood classica, allo stesso tempo penso lo abbia ingabbiato in dinamiche di mercato che spesso lo hanno portato verso progetti simili, opere di puro intrattenimento che raramente spiccano per qualità, nonostante la buona fattura di molte di esse, "Meet me in St. Louis" è un po' il classico musical per famiglia a base di melassa e buoni sentimenti, contestualizzabile in un periodo di particolare sconforto per il popolo americano, e se vogliamo di tutto il mondo, per via della Seconda Guerra Mondiale, proprio per questo il musical in questione sembra avere una funzione consolatoria, vuole mostrare le dinamiche interne di questa allegra famigliola con i suoi dolci bambini e dei genitori di buon cuore, tramite lo stesso soggetto che mostra l'intenzione del padre di far trasferire la famiglia dalla ridente cittadina di nascita nel bel mezzo del Missouri, alla metropoli newyorkese, andando a giocare con i sentimenti di appartenenza, di emotività, di una certa nostalgia di casa perlopiù legata agli affetti, lo fa tramite una sceneggiatura basilare e prediligendo una messa in scena estremamente edulcorata, fin dalle sequenze di apertura tra i vialetti dalle ordinate casette, bambini che giocano felici e i genitori provenienti direttamente dalla famiglia del Mulino Bianco che annaffiano le piante.

Il corpo del film è un po' il mostrare esplicitamente i rapporti che inevitabilmente verrebbero troncati dalla partenza verso New York, instillando un fondo di senso di colpa e facendo emergere una compassione consolatoria molto legata all'idealismo più che alla pragmaticità, tramite una serie di numeri musicali tutto sommato gradevoli, Judy Garland che interpreta la figlia maggiore e regala una discreta performance - probabilmente per gli amanti di questo tipo di musical anche più che discreta, ma io non faccio parte di questo gruppo - ed una forte complicità tra i membri familiari, passando attraverso sequenze dai tratti nostalgici, scandendo il tempo tramite le stagioni e le peculiarità di ognuna di esse viste attraverso il filtro di bambini, gli stessi momenti natalizi, tra i sobborghi innevati e la costruzione di pupazzi di neve, introducendo anche per la prima volta uno dei pezzi storici della canzone natalizia, ancora oggi di culto "Have yourself a little merry christmas", oggetto di numerosissime cover ed esecuzioni.


Nel complesso è un musical gradevole, per puro gusto personale mi stucca presto con tutti i suoi buoni sentimenti ed il suo mood da favoletta, ma c'è da dargli merito di una discreta importanza storica e di una realizzazione tecnica - perlopiù data dai grandi mezzi a disposizione - notevole.