mister_snifff 8 / 10 30/03/2026 14:59:33 » Rispondi Un ritratto ironico e crudele dell'ego artistico, che si nutre di illusioni per poi infrangersi contro l'indifferenza del mondo, una commedia amara sul fallimento, la solitudine e il bisogno disperato di essere riconosciuti, dove il protagonista è insieme vittima e bersaglio. Un poeta un tempo premiato, ora ridotto a farsi buttare fuori dai bar di Medellín e a collezionare figuracce agli eventi letterari locali: una caduta specifica, non generica, che il film mostra senza pietà ma anche senza disprezzo. Nel farlo prende di mira anche una certa società, quella che ignora, tollera o alimenta queste stesse illusioni, e il festival di poesia diventa una farsa nella farsa, con artisti in cerca di riconoscimento e curatori in cerca di storie abbastanza "povere" da risultare vendibili; la funzionaria della fondazione olandese incarna quel filtro culturale che trasforma l'arte in qualcosa di selezionato, addomesticato e reso presentabile per lo sguardo occidentale, purché abbastanza esotico da sembrare autentico. Il passaggio finale, da commedia caustica a qualcosa di più morbido, è ben riuscito e il film ci arriva senza mai sembrare calcolato.