Buon film brasiliano di cui ho apprezzato molto la commistione di stili, partendo da un plot pressoché da thriller, torbido ed oscuro, che si unifica molto bene alle tematiche storico sociali date dall'ottima descrizione del contesto ed inserisce talvolta dei piccoli elementi ironici qua e là ad alleggerire la visione, in fondo, quello di cui vuole parlare davvero la pellicola è la dittatura brasiliana, mi ha ricordato in diversi aspetti "La isla minima", film spagnolo dove bisognava risolvere un delitto nel contesto della dittatura franchista, qui in fondo, il contesto è molto simile, l'omertà e l'oscurantismo provenienti da un ente superiore che sembra controllare tutto, anche le istituzioni, riescono a creare un'interessante atmosfera paranoica, con un protagonista in balia di eventi e personaggi di cui non ha mai la certezza di potersi fidare, una serie di maschere, che possono velocemente passare da un lato all'altro nel giro di attimi, non è casuale la presenza del carnevale, un po' ad incarnare la tradizione brasiliana, un po' a sottolineare questa duplice valenza dei caratteri, ma i simbolismi sono diversi e variegati, lo stesso squalo, come esposto da molti è una rappresentazione della dittatura stessa che ingurgita l'uomo e la sua libertà.
La narrazione procede lenta e contemplante, riservando tanti momenti riflessivi ed un buon montaggio che alterna i piani temporali andando a ricostruire un puzzle che lascia lo spettatore interdetto per buona parte della durata in quel marasma di torbidume che si respira in ogni inquadratura, complice anche un'ottima scenografia, polverosa e colma di quell'afa che rende i protagonisti costantemente sudati, alternando anche i registri che passano dalla pura tensione ad elementi di stampo più drammatico, come il desiderio del protagonista di una vita tranquilla col figlio.
Wagner Moura sugli scudi in un personaggio variegato e disorientato dagli eventi, una bella fotografia dai tratti caldi rendono il film un ottimo thriller politico con diversi spunti interessanti.