caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

THE LIFE OF CHUCK regia di Mike Flanagan

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
floyd80     7 / 10  09/04/2026 15:44:11 » Rispondi
The Life of Chuck racconta la vita di Charles "Chuck" Krantz attraverso una struttura narrativa insolita, divisa in tre atti raccontati a ritroso nel tempo.

Il film inizia in un mondo che sembra avviarsi verso la fine, dove misteriosi messaggi di ringraziamento a Chuck compaiono ovunque. Proseguendo, la storia mostra momenti apparentemente ordinari ma significativi della sua vita adulta, fino ad arrivare alla sua infanzia, rivelando poco alla volta chi fosse davvero Chuck e perché la sua esistenza sia così importante.

Il film è tratto da un racconto di Stephen King e diretto da Mike Flanagan, ed è una storia più emotiva e riflessiva che horror, incentrata sul valore della vita e dei ricordi.

Il racconto era presente nella raccolta di Se scorre il sangue e, già all'epoca, ritenni fosse il migliore dell'intero volume. Evidentemente lo ha pensato anche Mike Flanagan, ormai specializzato nelle trasposizioni kinghiane - da Il gioco di Gerald a Doctor Sleep - oltre ad aver realizzato, a mio parere, una delle migliori serie horror di sempre: The Haunting.

Se siete persone romantiche, con una vena malinconica, questo film è per voi.

Vi farà sorridere, commuovere e vi porterà a ripensare al vostro passato, a quando, un giorno qualunque, vi capitava di mettervi a ballare per strada, liberi, senza preoccuparvi degli sguardi altrui o di chi vi giudica.

È una pellicola che, superficialmente, potrebbe sembrare leggera; in realtà è un film profondo, costruito su eventi appena accennati. Si percepisce una fine del mondo in arrivo, collegata alla malattia del protagonista, ma questo è solo un pretesto per parlare a ognuno di noi: dell'importanza della vita, della necessità di godersi la felicità e, infine, di un vero e proprio mantra kinghiano - quando senti la musica giusta, balla e fregatene di tutto - perché il ballo è sinonimo di vita e libertà.

Il film è diviso in tre atti ben distinti, in cui vediamo il protagonista in diverse fasi della sua vita; anche la regia e la fotografia sembrano cambiare ogni volta, seguendo l'evoluzione della storia. La voce fuori campo, pur essendo molto presente, non risulta mai fastidiosa; al contrario, contribuisce a rendere l'atmosfera ancora più poetica.

La scena del ballo, da sola, merita la visione: è ricca, coinvolgente ed emozionante, nonostante sia accompagnata soltanto dal ritmo di una batteria.

È il film che cambierà la storia del cinema? No.
Quando è uscito ha avuto successo? No, per niente.

Ma è una pellicola che fa bene all'anima. E se state attraversando un periodo un po' così, un po' triste e malinconico (come la parte della sposa, cit.), questo film potrebbe essere proprio ciò che vi serve.

www.castaldofelice.it