Devo ammettere che il Minnelli drammatico è quello che, fatta qualche eccezione, apprezzo di più "Some came running" è un gran bel film, colmo di quelle influenze della tarda Hollywood classica - per intenderci, quelle di alcuni autori come Nicholas Ray - che guardava con un cinico occhio critico la società americana del tempo, tra bigottismo, conservatorismo, incoerenza di fondo, dando uno specchio di un contesto tossico e pedante, specialmente nei confronti di personaggi, come i protagonisti, considerati di seconda fascia, o addirittura reietti.
Il film ha una bella struttura semicorale, che introduce presto il personaggio interpretato da Frank Sinatra, David, reduce della Seconda guerra mondiale, che è anche uno scrittore con poco successo commerciale ed una certa tendenza all'alcolismo ed al gioco d'azzardo, che torna nella sua città natale dopo tanto tempo, venendo riaccolto freddamente dalla famiglia del fratello che lo ha sempre visto come un poco di buono che rischia di minare l'immagine, specialmente di lui, ormai imprenditore di successo, il film da qui segue questa sorta di doppia vita di David, che da un lato frequenta gli ambienti più decorosi, come appunto il fratello e le sue conoscenze, tra cui una giovane donna, professoressa appassionata di letteratura che lo aiuta a scrivere il successivo romanzo vista la sua ammirazione per l'opera di David, dall'altro frequenta un ambiente più losco, col suo amico Fischio, alcolista e giocatore di poker, che frequenta le signore della notte - un Dean Martin abbastanza inedito devo dire -, tramite il quale conosce anche Ginnie, interpretata da una splendida Shirley MacLaine, attrice che personalmente adoro, fin dall'esordio tre anni prima con Hitchcock, una prostituta che si innamora perdutamente di David.
Da questo contesto il film ne approfitta per mostrare una forte ipocrisia da parte della borghesia piena di decoro, come si vede nella stessa figura del fratello, tanto legata all'immagine quanto approfittatore del suo status che lo porterà ad intraprendere una relazione adultera con la segretaria - tipico imprenditore praticamente - avendo conseguenze anche sulla stessa figlia, che andrà a frequentare spesso uomini facoltosi ben più vecchi di lei, ma di dubbia moralità, o ancora la stessa vicenda riguardante Gwen, in realtà innamorata di David ma che lo rifiuta per la poca rispettabilità del soggetto, nonostante la sua personale ammirazione, preferendo vivere un matrimonio palesemente spento con un uomo molto più vecchio, il suo personaggio è come ingabbiato in queste convenzioni imposte, fino ad arrivare al pazzo super geloso di Ginnie, che darà vita ad un finale parecchio cinico.
Minnelli firma un gran bel dramma sociale, spietato e con un contesto di denuncia molto forte, con degli interpreti in assoluta forma, riuscendo ad essere anche parecchio toccante nelle battute finale, molto bello