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BARRY LYNDON regia di Stanley Kubrick

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stratoZ     10 / 10  17/04/2026 14:51:13 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Capolavoro assoluto di Kubrick, tra i più bei film storici mai fatti, in un momento di assoluta grazia per il regista, all'apice del suo genio dopo gli straordinari risultati dei due precedenti, ma diciamo che in ogni momento della sua carriera la qualità è stata incredibilmente alta, "Barry Lyndon" per me concettualmente rappresenta l'apice della bellezza formale, quel film che sfrutta il più possibile la tecnica, il talento visivo, registico, fotografico, scenografico, costumistico, la conoscenza della musica classica, per mettere in scena un punto di arrivo della bellezza ancorata ai codici più canonici, derivanti dalla Hollywood classica, in un contesto in cui erano già emersi film che tendevano a smorzare questa concezione, in piena New Hollywood, Kubrick propone un ritorno al colosso in stile golden age, ma con mezzi nuovi ed un talento smisurato, una fissazione per le simmetrie ed i dettagli, molto tipica dell'attitudine dell'autore, che unita ad una più larga indipendenza creativa sfocia nel film storico per eccellenza.

La sceneggiatura, tratta da un romanzo, narra la lunga parabola di vita di Redmond Barry, uomo di umili origini, che tramite il suo punto di vista propone una forte e spietata critica alla società del settecento, aristocrazia su tutti, con uno stile solenne, lontano dall'ironia che il regista aveva ogni tanto proposto, a volte tra le righe - "A clockwork Orange" -, a volte molto esplicitamente - "Dr. Strangelove" - a partire dalle primissime sequenze vi è l'introduzione di Barry in questo mondo dominato dal denaro e dall'opportunismo, il giovane ed ingenuo ragazzo viene subito a contatto con una realtà dura, dove la cugina, di cui è innamorato e che spesso ha ricambiato le sue avances, accetta di sposarsi con un uomo ben più anziano, onorevole membro dell'esercito, molto benestante e che si offre di pagare i debiti del padre, è questa la prima doccia fredda al protagonista, che per via della sua irruenza sfiderà a duello l'uomo e si vedrà costretto a dover lasciare il paese, da qui iniziano le avventure del giovane che nella prima parte subisce un progressivo adattamento allo spietato mondo del settecento, andando incontro a dei malfattori che lo rapinano dei risparmi dei genitori ed arrivando a stretto contatto con lo spietato mondo della guerra, tra bullismo nelle file dell'esercito e la morte all'ordine del giorno che lo priverà della sua persona più cara ed uno dei pochi che era stato compassionevole con lui fino a quel momento, come in altri film Kubrick ci sbatte in faccia l'orrore della guerra, che va scontrarsi con l'idealismo patito dal giovane prima di venirci a contatto sul campo, portandolo alla diserzione e fuggendo con i documenti di un generale, iniziando così la fase più delicata dello sviluppo del personaggio, approcciando una nuova metodologia che comprende suo continuo fingere che lo accompanerà fino alla fine della narrazione, fingerà con gli ufficiali prussiani, fingerà assieme al suo nuovo socio, lo Chevalier, nel suo nuovo mestiere, quello del baro, ed infine fingerà con Lady Lyndon, giovane ed attraente moglie di un ricchissimo e morente Lord inglese, occasione ghiottissima per il protagonista per finalmente accaparrarsi una bella dote, in questa parte, come del resto per quasi tutto il film, è il denaro che fa da padrone, ogni gesto, è alla ricerca di quella fortuna, lo spettatore si muove in una sarabanda di personaggi colmi di doppi fini, assetati di denaro e potere.

La seconda parte inizia col tanto desiderato matrimonio con Lady Lyndon, questo momento si può considerare il punto più alto della parabola del protagonista, che da ora in poi potrà solo andare a picco, ed infatti è quello che succede, la vita successiva mostra un Barry in balia dei piaceri della vita, tradendo costantemente e spudoratamente la moglie e scialacquando il suo grande patrimonio, attirandosi l'odio del giovane Lord Bullingdon, figlio del defunto Lord Lyndon, passando per una serie di vicissitudini che vedono inizialmente un fortissimo impegno nel procurarsi un titolo nobiliare, spendendo una marea di soldi in opere d'arte di pregio delle quali lui stesso non capisce nulla, invitando costantemente l'alta aristocrazia ad eventi, cercando di tessere una vera e propria ragnatela all'interno del ceto per guadagnarsi una posizione degna della nobiltà, è in questa fase, e con la successiva lite col figliastro, che fuoriesce dal film una forte critica anti aristocratica, che sbeffeggia con classe i valori effimeri del ceto nobile, legatissimi all'apparenza e stracolmi di pregiudizi, impegnati nelle loro attività ricreative tra gioco d'azzardo e pranzi lussuosi, passeggiate nei lussuosissimi giardini o ad ascoltare concerti di musica classica.

Andando avanti si consuma la definitiva caduta di Barry, la morte del figliolo, probabilmente il momento più drammatico del film per come è trattata, in un film in cui la morte in realtà fa spesso capolino, ma vi è una sostanziale differenza, intrinseca alla visione tra la morte del semplice soldato sul campo, considerata di poco valore e quella di un bambino di sangue nobile, che porterà devastanti conseguenze alla psiche dei personaggi, in totale disperazione e che culmineranno con quella splendida scena del duello tra Lord Bullington e Barry, fino ad un finale beffardo.

"Barry Lyndon" è uno splendido affresco del settecento europeo, un film estremamente crepuscolare che tramite un punto di vista interno critica aspramente la società del tempo, con un particolare focus sull'aristocrazia e la sua decadenza etica, lo fa con una tecnica straordinaria, potrei stare qui a fare l'elenco delle inquadrature perfette che Kubrick ci propone, ma rischierei di finire domani, la composizione del quadro raggiunge livelli di perfezione raramente visti al cinema, tra rimandi pittorici, specialmente alla pittura inglese del diciottesimo secolo - Reynolds, Hogarth, Constable - e gli splendidi movimenti di macchina, stracolmo di quei lenti zoom all'indietro che spesso partono da un primo piano e arrivano per mostrare il totale, con incredibili simmetrie, all'uso di carrelli e camera a mano - la scena della sc4zzottata co un membro dell'esercito, molto simile all'omicidio della signora dei gatti in Arancia meccanica, altro caso in cui mi chiedo come abbia fatto a restare così stabilizzato senza steadycam -, o ancora la meravigliosa fotografia di John Alcott, con questi esterni radiosi e saturi e le incredibili scene in interno tutte a lume di candela, che la leggenda vuole siano state girate totalmente a luce naturale, le location, una più bella dell'altra, tra le campagne britanniche e lussiosi castelli, le ville in stile rinascimentale - come la location in cui per la prima volta incontra Lady Lyndon - o gli interni affrescati e pieni di quadri, i costumi della Canonero, meravigliosi, le musiche scelte da un repertorio classico di assoluta qualità tra Mozart, Vivaldi, Handel, Bach e via dicendo, l'insieme di tutti questi elementi crea un'assoluta immersività, un viaggio nella storia vivido e trascinante.

Capolavoro assoluto.