Mauro@Lanari 3 / 10 oggi alle 11:40:10 » Rispondi Base è un mensano con 2a laurea in teologia e la modestia lo spinge a tenere un basso profilo: 36 testi elencati in bibliografia sui titoli di coda e non c'è l'omonimo Vangelo gnostico e apocrifo. Giusto così; infatti il film ruot'attorno a Gv 13, 27 ("E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto»") e l'originale greco non lascia spazio a equivoci: il verb'usato dal Nazareno è un imperativo aoristo. L'iconografia sacra del XIV-XV secolo inserisce Giuda fra gl'"arma Christi", pertanto sin qui nulla da eccepire su questa rappresentazione dell'Iscariota come "gemello speculare del Crocifisso". La nuova versione 2008 della CEI cambia il verbo "devi" in "vuoi" (https://www.bibbiaedu.it/CEI1974/nt/Gv/13/?compareto=CEI2008), ma in greco non ce n'è traccia mentre rimane comunque l'ordine impartito: segno d'una disputa cattolica fra la recente teologia della misericordia e l'opposizione di Ratzinger nell'omelia del Giovedì Santo 2006 (https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20060413_coena-domini.html). Detto ciò: perché proporre tale legittima immagine di Giuda stravolgendo quella di Gesù secondo i Vangeli? Ridanciàno (secondo le Scritture al max piange 2 volte, per la notizia della morte di Lazzaro e per la miseria di Gerusalemme: è il perno di "Il nome della rosa"), bultmanniano (epurato l'aspetto miracolistico: predica con la compassione come fosse l'humanitas di Terenzio, 165 a.C.), i 40gg nel deserto prima della cacciata dei mercanti dal Tempio, Maria ch'afferma di non conoscere la chiamata del Figlio, i 2 ladroni che muoiono prima di lui: un fantasy con una sfilza d'invenzioni gratuite più lunga della bibliografia e con Abel Ferrara nel ruolo d'Erode, Rupert Everett come Caifa e John Savage come Giuseppe.