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IL SEME DELLA FOLLIA regia di John Carpenter

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stratoZ     8½ / 10  22/04/2026 14:30:27Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ennesimo film bellissimo di Carpenter, e quello che a mio parere conclude un periodo irripetibile per il regista - che in fondo è durato quasi 20 anni, visto che dal 1976 con "Assault on Predict 13" ha sfornato una perla dopo l'altra, con pochissimi cali -, che da qui in avanti non otterrà gli stessi risultati qualitativamente parlando, a livello concettuale il film si pone come la conclusione della cosiddetta Trilogia dell'apocalisse, dopo "The Thing" e "Prince of Darkness", è stilisticamente una delle sue opere più estrose, bizzarre, con una narrazione che mischia svariati elementi ed influenze, da King a Lovecraft, ma soprattutto, introduce ed approfondisce interessantissimi pretesti metanarrativi che pongono riflessioni sull'arte stessa, sul suo rapporto con la società, sul gioco di influenze che avviene, la storia di Trent, investigatore assicurativo, alla ricerca di Sutter Cane, scrittore di romanzi horror estremamente in voga, diventa un vero e proprio viaggio allucinato nei meandri dell'orrore su cui sono basate le stesse opere dello scrittore, l'arrivo a Hobb's End, cittadina considerata inventata dallo scrittore per i suoi romanzi, presto sovvertirà la concezione sospettosa, razionale e miscredente del protagonista, trascinandolo in una spirale di elementi sovrannaturali agghiaccianti, toccando presto la tematica principale del film, ovvero il rapporto tra finzione e realtà, Carpenter gioca tanto con il ribaltamento di questa concezione, mostrando una sorta di doppia influenza, da un lato la realtà viene concepita come l'elemento che influenza l'arte, propone spunti per la creazione ed il successivo sviluppo, dall'altro, nel caso di un romanzo celebre e di estremo successo popolare come "In the mounth of madness", è la finzione stessa che diventa un elemento di influenza per la realtà, il comportamento dei lettori che impazziscono, prendono spunto dalle vicende del libro per diventare violenti senza alcun motivo è un'iperbolica provocazione del regista che rispecchia un certo timore dell'influenza del media ed allo stesso tempo, facendo un po' di dietrologia, ironizza simpaticamente su una certa critica ed opinione pubblica bigotta che in passato ha costantemente criticato lo stesso per le sue opere particolarmente violente ed orrorifiche.

Nel suo labirinto metanarrativo il regista ci inserisce tanti altri elementi interessanti, dagli espliciti riferimenti a Stephen King, autore che spesso ha trattato la funzione dello scrittore e dei mondi creati dallo stesso - guardare "Misery" o "Secret Window" - ad una certa critica al sistema pubblicitario delle stesse case editrici, capaci di montare un caso enorme solo per fomentare l'esposizione mediatica, ma che in questo caso finisce per sfuggire di mano, fino alle interessanti modifiche in corso d'opera da parte dello scrittore che opera come in una sorta di cornice che altera in tempo reale il contesto in cui agisce il protagonista, o sarebbe meglio dire, il contesto in cui è succube degli eventi,una roba parecchio avanti con gli anni, che verrà ripresa, anche in altri ambiti. Tutto questo riesce a creare delle splendide atmosfere che alternano una forte paranoia per via della costante sensazione di essere in trappola, in balia della mente sadica del personaggio di Cane, a veri e propri momenti lisergici, come spesso avviene nella cittadina di Hobb's End, tra la vecchietta che gestisce il motel che si trasforma in un essere mostruoso pieno di tentacoli, forse sarà la Cosa, forse sarà un omaggio a Lovecraft, alle varie sequenze con i bambini o gli abitanti del paese, anche se le due chicche del film ritengo siano quella splendida scena sul bus, quella del blu, per intenderci, ed il finale con lo stesso Trent in sala a guardare il film di cui è protagonista.

Carpenter ispiratissimo, tra sequenze estrose, la sua solita grande ironia, una sceneggiatura efficacissima e la colonna sonora composta da lui stesso regala un'altra perla del suo grande cinema.