Bel film di Michael Hers che ho apprezzato soprattutto per le belle atmosfere che riesce a creare, ambientato nella Parigi degli anni ottanta, racconta la storia di questa famiglia, con particolare focus sulla madre, che è appena stata lasciata dal marito, dopo essere guarita da un tumore al seno e che va alla ricerca di un nuovo lavoro per tirare avanti, finendo per lavorare in radio, in un programma notturno, dove viene a conoscenza di Talulah, una ragazza problematica con un pessimo rapporto coi genitori e restata senza un posto dove stare, è qui che la grande empatia della protagonista la farà entrare nel nucleo familiare.
Il film funziona bene a livello narrativo, proponendo una sceneggiatura che pian piano approfondisce le personalità ed i bisogni di tutti i personaggi, come la stessa protagonista, inizialmente in una forte crisi emotiva per via dell'abbandono del marito, che riuscirà ad andare avanti solo dopo svariati anni, ai figli, tra cui il giovane Matthias, che approfondirà la conoscenza con Talulah fino ad innamorarsene, venendo a creare una storia d'amore dai tratti struggenti, che sfoggia tutta la sua amarezza nelle battute finali, vedendo il tutto da una visione più ampia, questo improvvisato ed eterogeneo nucleo familiare è un incontro tra personaggi feriti, deboli ed autentici, che sono venuti a contatto con delusioni più grandi della propria sopportazione e sembrano averne risentito, la stessa Talulah, tocca abbastanza esplicitamente la tematica della dipendenza dalle droghe pesanti, mostrando una sorta di montagna russa narrativa che alterna speranza e disillusione, dolore e rinascita, ma uno dei punti forti sono le atmosfere che si vengono a creare, il film spesso viaggia in una dimensione sospesa, soprattutto per via dell'ambientazione, una Parigi notturna, con diverse scene a tarda notte o addirittura all'alba, per via del mestiere della protagonista, in una radio che tiene compagnia a quelli che sono proprio definiti "passeggeri della notte", trasmettendo un certo mood sincero e ipnotico dato dalle sensazioni, dalla voglia di raccontare che assale queste anime tormentate nel bel mezzo della notte, dai pensieri che emergono, tra le luci della città ed i primi raggi di sole che si intravedono, dando una bella sensazione di tempo come sospeso, con gli occhi un po' assonnacchiati in bilico tra realtà e sogno.
Molto carino, un'ottima Charlotte Gainsbourg, una bellissima fotografia dai colori freddi, che si ricollega molto al discorso delle atmosfere, con quel ceruleo della tarda notte - prima mattinata, che spesso fa capolino in scena ed una gradevolissima colonna sonora ad accompagnare le vicende.