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AMORI CHE NON SANNO STARE AL MONDO regia di Francesca Comencini

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stratoZ     6 / 10  28/04/2026 12:18:47 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Tutto sommato non mi è dispiaciuto questo film sentimentale di Francesca Comencini, sorella della più nota Cristina e figlia del grande Luigi, è un'opera interessante soprattutto per la figura della protagonista, una professoressa con un carattere particolarmente instabile, molto legata ai suoi valori, femministi e di uguaglianza, che intraprende una relazione con questo collega, a partire dall'incipit si intuisce la natura del personaggio, la sua irruenza, la sua schiettezza nel dire le cose come stanno a costo di apparire testarda ed ostinata, elemento che nasconde un certo bisogno affettivo, che si concretizzerà pochi momenti dopo, quando esce col collega di cui si innamora la sera stessa, qui il film si muove nel rapporto tra i due, spesso mostrato come monodirezionale, con la protagonista che diventa ossessionata dal compagno, progetta un futuro, vuole figli, cerca costantemente un contatto e lui che spesso e volentieri mantiene un atteggiamento freddo e distaccato, finendo per culminare nell'inevitabile separazione che avrà devastanti effetti sull'emotività della donna, regalando diverse sequenze in cui è mostrata tutta la sua esasperazione, il bisogno emotivo, come si vede nei confronti con l'amica, che non lascia nemmeno parlare e fraintende ogni parola, continuando a contraddirsi e puntualizzando su ogni aspetto, facendo emergere il forte contrasto tra l'orgoglio, che la spinge a non piegarsi, a comportarsi da persona indipendente e forte, almeno di facciata, ed il voler a tutti i costi intraprendere un dialogo riappacificatorio - come si vede per esempio nella scena del bus, nella quale si pente dieci secondi dopo che il bus è partito -

Si fa seguire molto gradevolmente, ho trovato una Lucia Mascino particolarmente brava nel tratteggiare il personaggio, si sopra le righe, mai raramente macchiettistico, con una regia che riserva anche qualche sequenza di stampo surreale, come quella lezione sul eterocapitalismo che espone diversi elementi del mercato sentimentale odierno, che amaramente condizionano i rapporti di oggi.