Kit Carson 6½ / 10 02/05/2026 23:48:58 » Rispondi La vicenda è straordinaria: nel 1960 agenti del Mossad rintracciano in Buenos Aires e catturano clandestinamente Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili logistici della deportazione degli ebrei europei. Chris Weitz ha tra le mani materiale drammatico di prim'ordine, e la prima parte del film funziona bene: la pianificazione, la tensione nelle strade, il momento del sequestro.
Oscar Isaac, nei panni di Peter Malkin, è magnetico e tormentato, mentre Ben Kingsley offre un Eichmann misuratissimo: non un fanatico urlante, ma un uomo grigio e mediocre, inquietante proprio per la sua normalità.
Il problema è che, una volta portato il prigioniero nella safe house, il film si chiude in un dramma da camera che alla lunga perde slancio. I confronti psicologici tra Malkin ed Eichmann hanno interesse, ma tendono a ripetersi, e i 122 minuti si fanno sentire. Anche la sottotrama sentimentale di Malkin aggiunge poco e rallenta ulteriormente il ritmo.
Weitz dirige con professionalità ma senza uno sguardo davvero personale: si percepisce il rispetto per la materia storica, meno una visione cinematografica forte. Il finale, legato al processo di Gerusalemme, è toccante ma piuttosto prevedibile nella sua chiusura morale.
In definitiva, è un film serio, ben interpretato e informativo, ma raramente davvero coinvolgente. Racconta una pagina fondamentale della storia senza trasformarla in grande cinema.