Goldust 5 / 10 06/05/2026 17:59:45 » Rispondi Vista la tematica trattata questo lavoro di Ozon poteva ipoteticamente ampliare la sua trilogia del lutto ( "Sotto la sabbia", "Il tempo che resta" e "Il rifugio" ). In realtà quest'ultima opera è la più debole del novero, un ibrido tra teen movie ed il dramma nudo e crudo dove la tragedia è in agguato, sviluppo imprevedibile di un primo amore squassante. Per quanto i personaggi siano anche ben calati nell'atmosfera balneare retrò degli anni '80 il racconto è sbilanciato ed un pò artificioso ( al pari dell'interpretazione della Bruni Tedeschi ) e la parte finale è difficile da digerire, pesante com'è. Risentire in colonna sonoro "Sailing" di Rod Stewart mette però in pace col mondo!