Altra pietra angolare del cinema neorealista, qui Rossellini affina ancora di più lo stile, aderendo alla realtà in più aspetti, a partire dalla stessa scelta di utilizzare prevalentemente attori non professionisti ma anche per via dell'interessante divisione del film in episodi, non concentrandosi sul singolo posto, ma creando un vero e proprio mosaico del sentimento popolare e del contesto storico durante la liberazione, coprendo l'Italia da sud a nord, pur sempre non allontanandosi da una componente emotiva molto presente, che anzi si potrebbe definire una delle colonne portanti del film, a partire dal primo episodio con lo sbarco degli americani in Sicilia, momento in cui si incontrano due culture con qualche difficoltà di comunicazione ma allo stesso tempo con tanto in comune, con l'episodio che si evolve drammaticamente nella seconda parte, caratterizzata dal progressivo avvicinamento di un soldato appena sbarcato con una donna del posto, in quella che sembra una piccola parentesi gioviale durante un periodo nero, che verrà però presto interrotta dall'arrivo dei soldati tedeschi, finendo totalmente in tragedia.
Anche gli altri episodi presentano dei momenti interessantissimi, tra quelli che ho apprezzato di più vi è quello ambientato a Firenze, interessantissimo documento storico che narra l'arrivo delle truppe di liberazione a ridosso della città ed il piano dei nazifascisti di far saltare quasi tutti i ponti per frenare la loro avanzata, con due personaggi che si infiltreranno clandestinamente attraverso il Corridoio Vasariano, che passa sopra Ponte Vecchio, per andare a scoprire il destino dei loro cari, crea una certa impressione vedere la città così diroccata, distrutta dalle bombe, con numerosi palazzi ridotti in macerie, con i personaggi che si muovono tra queste e tra i tetti delle case del centro storico, ed affidandosi a voci di quartiere per capire quali siano le vie sicure nelle quali si può passare.
Molto bello anche l'episodio ambientato a Roma, stracolmo di malinconia, che narra la città qualche mese dopo la liberazione, con diverse giovani donne che per tirare avanti sono costrette a prostituirsi, una di queste rimorchia un soldato che ancora pensa all'incontro con una giovane diversi mesi prima, quando era arrivato da poco in città, non realizzando che si tratta della stessa donna ora passata al meretricio per mettere qualcosa sotto i denti, qui la componente romantica si scontra con una realtà crudele e fredda, il soldato che non la riconosce è uno specchio del cambiamento, di quanto la fame e la povertà indotta dalla guerra abbiano trasformato la giovane, il finale, col soldato che riparte, è di una forza emotiva notevole.
Gli altri episodi sono comunque interessanti, sebbene li preferisca meno a quelli appena elencati, il secondo col bambino napoletano che fa amicizia con un soldato di colore è un altro doloroso specchio della situazione del tempo, seppure per me diventi un pizzico troppo mieloso nei tratti finali, l'episodio in convento sull'Appennino è un piccolo momento di gratitudine nel quale viene apprezzata la vita e la fortuna di essere sopravvissuti ad un evento terribile, l'ultimo episodio, quello ambientato nella delta del Po', risulta particolarmente straziante, mostrando i colpi di coda delle atrocità della guerra, con diversi momenti cruenti emotivamente, tra cui quella terribile scena del bambino piccolo ed il suo pianto disperato di fronte alla morte del resto della famiglia.
Rossellini firma un film bellissimo, altro caposaldo del neorealismo con una componente emotiva fortissima ed uno stile tanto essenziale quanto efficace, una perla del nostro cinema