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IL SUONO DI UNA CADUTA regia di Mascha Schilinski

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stratoZ     9 / 10  20/05/2026 11:31:08 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Per quanto mi riguarda un film stupendo, un'opera immersiva e sensoriale che trasporta lo spettatore nella frammentata storia di questa famiglia tedesca, legata alla casa di campagna nella quale hanno vissuto diverse generazioni, prendendo un punto di vista femminile, il film ha dei tratti esistenzialisti che possono ricordare il cinema di Tarkovskij - "Lo specchio" in particolare - ma anche molto Malick, è un'opera che lascia un ampio respiro alla soggettività dello spettatore, volutamente confusionaria, al punto da giocare con delle voci narranti non sempre chiare, con un montaggio che esplicitamente spezza il tempo del racconto, delle transizioni che nella loro ambiguità sottolineano il filo che unisce le quattro generazioni rappresentate, ma alla base di tutto, personalmente ci ho visto un'interessantissima riflessione sull'evoluzionismo, questa sorta di memoria condivisa trattata nel film che tramite piccoli dettagli, in quotidianità francamente distanti tra di loro, sembra creare un filo conduttore tra le quattro donne, la memoria del passato che riaffiora ciclicamente nella vita delle discendenti, i traumi e le esperienze che sembrano formare una coscienza condivisa come sé quel vissuto fosse stato assorbito dalla genetica ed aiuti le generazione future, un adattamento interessante che sembra voler sintetizzare l'evoluzione della specie stessa nel corso del tempo, ponendo basi spirituali, elementi mistici che il racconto preferisce lasciare sospesi in una dimensione di inspiegabilità, regalando sequenze stilisticamente eccelse, uno stile straordinario che alterna splendidamente virtuosismi, come diversi pianosequenza, vedasi quello iniziale dell'inseguimento dopo lo scherzo alla governante, quadri di stampo formale, perlopiù presenti nella parte ambientata durante la Grande Guerra, nella quale si respira un'atmosfera particolarmente solenne ma anche trovate più grezze, passatemi il termine, con la regia che regala sfocature, audio ovattato, riprese sgranate, per restituire un senso di poca definizione, un passato che riemerge tramite sensazioni, fuori fuoco e del quale si cattura solo l'espressione più gutturale.

Ma nel mezzo ci sono tante altre riflessioni interessanti, dalla tradizione, alla memoria, dalla morte al cambiamento dei tempi, questi elementi diventano ben più espliciti nella sceneggiatura man mano che il minutaggio li sviluppa, le svariate sequenze rituali ambientate nell'epoca più remota, tra il giorno dei morti e l'omaggio della famiglia allo scaffale con le foto dei cari defunti, alle pratiche di veglia nei confronti della bisnonna, particolarmente folkloristiche, arrivando alle celebrazioni per il compleanno della madre in epoca più moderna che prende un mood ben più colorito e goliardico, fino alle recenti vicende nelle quali questa cerimonialità sembra essersi estinta, col cambiamento dei tempi che sembra aver tolto ogni valore spirituale alla casa, destinata ad essere spazzata via - la scena della donna che decide di distruggere il vecchio arredamento per fare spazio ad uno più nuovo per la casa vacanza è l'emblema di questo -, ed è qui che si viene a creare quel contrasto che la pellicola vuole mettere in risalto, la memoria esplicita, che viene cancellata dal cambiamento dei tempi, un po' per pragmaticità, un po' per negligenza, in contrapposizione a quella genetica che sopravvive nell'inconscio degli eredi, che riaffiora senza preavviso, senza volontà, una trovata a mio parere geniale per rappresentare da un punto di vista molto vicino la stessa evoluzione umana.

Altro elemento di riguardo sono le fotografie, oggetto della memoria per eccellenza, che prendono un valore di sostituzione della stessa memoria umana, quelle post mortem, in un passato nelle quali erano un evento così raro, quelle di famiglia, che immobilizzano un attimo nel quale un movimento sfoca il soggetto e lo rende uno spettro, ben più del morto, del quale rimane l'immagine ben impressa perché immobile.

Straordinario visivamente, con una fotografia di altissimo livello, che alterna gli interni della casa, spesso cupi e solenni, specie nel passato - alcune sequenze a lume di candela ambientate durante la notte sono una gioia per gli occhi - alle radiose riprese esterne della campagna tedesca, tra campi e fiumi, giocando molto bene con un sonoro immersivo che rende il film un viaggio intenso nei meandri dell'esistenza umana, dello sviluppo, dell'evoluzione, per me siamo di fronte ad un capolavoro.