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GERMANIA ANNO ZERO regia di Roberto Rossellini

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stratoZ     9 / 10  20/05/2026 11:36:29 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Rossellini firma un altro capolavoro del neorealismo, un film spietato, triste, che nella sua breve durata investe lo spettatore con una valanga di emozioni, seguendo le vicende di questo ragazzino, Edmund, appena dodicenne, nella Germania rasa al suolo immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, addentrandosi fin da subito nel contesto sociale e familiare, mostrando un'infanzia sacrificata, passata prima sotto i bombardamenti ed adesso tra le macerie e quello che resta di una Berlino distrutta, con una famiglia piena di problemi, dal padre malato al fratello maggiore debilitato psicologicamente dopo il servizio militare, il giovane Edmund si strugge tra lavori che tecnicamente non potrebbe fare per via dell'età ed altri metodi per racimolare qualche soldo o qualcosa da mangiare, la sceneggiatura procede in maniera infausta, con un pessimismo che pervade ogni contesto, soprattutto l'elemento del viscido professore che incontra Edmund, nostalgico del nazismo ed ancora fedele ai valori hitleriani che plagia la mente del ragazzino, in un momento particolarmente delicato in cui è in preda alla disperazione, con i suoi discorsi, portando ad un terribile dramma nella seconda parte, è qui che Rossellini analizza benissimo il contesto, andando a scandagliare i suoi semi, la disperazione che fa prendere il sopravvento alle teorie irrazionali nel professore, diventando uno specchio di quello che era successo vent'anni prima all'alba del nazismo, che ha sfruttato il malcontento della popolazione in seguito alla sconfitta nella Grande Guerra.

Straordinaria la caratterizzazione dei personaggi, l'umanità che traspare dal dolore del giovane protagonista, il suo doversi adattare alla cruda realtà, creando uno scudo destinato a crollare, il suo essere travolto così prepotentemente dal senso di colpa in quelle terribili sequenze finali, così come lo stesso padre, nei suoi brevi momenti mentre è degente a letto, viene mostrato come un uomo pieno di rimpianti, un uomo che ora sul finire della sua vita si pente di non essersi opposto alle atrocità naziste,che negli ultimi momenti di lucidità si fa assalire dal senso di colpa per quanto successo, facendo un drammatico resoconto di una vita prima peggiorata e poi distrutta per via di quelle tragedie che sono la dittatura e poi della guerra.

Stilisticamente straordinario, Rossellini adotta una componente estremamente minimale, ricorrendo sempre ad attori non professionisti o misconosciuti, girando il tutto tra le reali rovine nelle quali costantemente Edmund si trova a girovagare per rimediare un pezzo di pane, lasciando carta bianca alle forti emozioni che la pellicola vuole trasmettere, un film nero e senza speranza, la distruzione non riguarda solo gli edifici, è una distruzione sociale, etica, emotiva, umana, il riferimento del titolo all'anno zero è azzeccatissimo, è come se la società fosse stata resettata e tornata ad una dimensione quasi primitiva, meraviglioso nel suo pessimismo.