Mauro@Lanari 6 / 10 25/05/2026 17:03:19 » Rispondi "Fuori orario" (After Hours", Scorsese '85) tematizza il dualismo nomos diurno e anomia notturna, razionalità e onirismo, il tentativo d'un programmatore informatico di tessere durant'il giorno un ordine esistenziale disfatto dal caos fra il tramonto e l'alba. 3 anni dopo Ghezzi dedica a tale dicotomia il suo celebre anarcoide (s-)programma, sigla "Because the Night" (Bruce Springsteen e Patti Smith '78). Albanese, un (altro) triennio dopo il film di Milani "Grazie ragazzi" su Beckett, prov'a unire questi padri nobili dell'assurdo: esperimento coraggioso ma imperfetto, discontinuo, teatraleggiant'e punteggiato da tempi morti, con però (appunto) le Forze dell'Ordine che sbucano all'improvviso nel vano sforzo d'arginare i "fuorilegge" presso il lago d'Orta. Cosa c'entr'il provincialismo stralunato di Sossai (Spagnoletti e Marelli) o Mazzacurati (Emiliani e di nuovo Marelli) non m'è dato saperlo, però almeno ricordo forse l'unico regista italiano ch'aveva già osato tanto: l'obliato Davide Manuli.