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OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO regia di Sergio Martino

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stratoZ     6½ / 10  oggi alle 12:28:54 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un peccato per il secondo episodio che non è minimamente ai livelli del primo, che invece trovo estremamente esilarante, con un Banfi mattatore nel ruolo di un commerciante iper superstizioso a cui capitano tutte le disgrazie possibili da quando si trasferisce un nuovo vicino nel suo pianerottolo, accompagnato da una serie di figure all'interno della sua famiglia una più sopra le righe dell'altra, che nell'insieme formano un caos che fa ridere di gusto, dalla moglie interpretata dalla Vukotic e la sua fissazione con quella serie tv, che la distrae da qualunque cosa alla figlia ed il ragazzo, iperbolici esponenti di una nuova generazione che vuole costantemente distinguersi dai predecessori e trova ogni volta nuove mode da seguire, tra il ragazzo e Banfi nascono alcuni dei momenti migliori del film, come quello del nichilista, che gli ha annichilito il bagno, o la famosa battuta della questione di pelle, si mi hai rotto le pelle, meraviglioso, e ci si mette pure la governante nervosa e scorbutica che è stata lasciata dal compagno e si mette a lanciare macumbe, un bell'insieme di personaggi trash nei quali ovviamente svetta Banfi con le sue manie superstiziose, l'incontro col vicino di casa, successivamente chiamato "l'innomineto", andrà a creare situazioni divertentissime, come quando è nella stazione di polizia per denunciarlo perché porta s**** e appena lo nomina cade il lampadario, lì stavo avendo una sincope dal ridere, o ancora, la bellissima scena di Banfi che guida in macchina piano piano con le mani attaccate ai corni ed ai ferri di cavallo e poi passa un carro funebre, si ferma improvvisamente e viene tamponato. Anche se l'apice si raggiunge nella seconda parte dell'episodio, quando carbura un bel po' con la famosissima scena del bagno nel latte tra corni, ed altre erbe strane per scacciare la sventura e la sua celebre filastrocca, anche il finale è molto carino, con la lunga sequenza della cena e successivi tentativi di depilazione dell'innomineto, fino alla caduta dal balcone. Episodio splendido nella sua descrizione sardonica della superstizione, che tra l'altro si diffonde molto facilmente, come si vede anche nel caso del commissario di polizia che inizia a crederci dopo qualche episodio di sventura.

Il secondo episodio è più blando, non orrendo per carità, ma manca la verve del primo, vuoi perché Dorelli non è Banfi, vuoi per la scrittura in sé che non propone poi situazioni così divertenti, parla di un mago dilettante che continua continuamente guai durante i suoi numeri, con risultati goffi, come si vede fin dalla prima sequenze dove sbaglia un trucco e finisce per dare una botta in testa col martello alla persona sotto, che un giorno incontra una vecchia strega che gli cambia la vita donandogli i suoi poteri in cambio di un gelato prima che muoia, un ultimo desiderio che il protagonista tarda a realizzare e si tramuta nella perdita dei poteri che causerà altre scenette piene di gag, uno degli elementi più positivi dell'episodio ovviamente è lui, non Dorelli, ma il mitico Mario Brega, che qui è il cognato del protagonista che vive a scrocco a casa sua e col quale ha continui battibecchi col suo fare romanaccio e burino, meraviglioso vedere Brega sbraitare, probabilmente l'unico motivo per vedere questo episodio, che per il resto è abbastanza dimenticabile.