stratoZ 4 / 10 oggi alle 12:41:43 » Rispondi ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER
Il solito brutto dramma di Muccino, che forse, azzardo a dire, quando gira con produzioni straniere riesce a farmi cascare il latte alle ginocchia più di quando gira in Italia, ed è tutto un dire, questo è l'ennesimo prodotto del regista a base di lacrimoni forzati, zero originalità, tematiche sulla carta toccanti che mi avrebbero emozionato di più se fossero state messe in scena su qualche volantino della LIDL, una marea di stereotipi, una marea di forzature, una marea di scelte nella sceneggiatura che mi fanno mettere le mani nei capelli e le solite urla matte per quasi due ore.
Il montaggio alterna i due piani temporali, quando la protagonista era piccola, con tutto il vissuto traumatico che ha dovuto subire, la vicenda della morte della madre nel tragico incidente, la malattia mentale del padre che è stato costretto ad internarsi in una struttura per la salute mentale, la guerra tra il padre una volta uscito ed i familiari che non gli vogliono affidare la bambina, le continue crisi e la burrascosa situazione lavorativa, visto che il padre è il solito personaggio stereotipato dello scrittore che ha problemi mentali ed indole autodistruttiva, questa parte è una sarabanda di slow motion con scene drammatiche e musichetta triste, sarebbe stato molto utile riciclare questi shot per una pubblicità emozionale, ma invece Muccino li ha messi in sequenza e più o meno ha creato una linea narrativa.
Il piano temporale presente invece mostra la giovane donna cresciuta, ora interpretata da Amanda Seyfried, che è alle prese con una relazione ma che si porta dietro i traumi subiti dall'infanzia, questa è la parte delle urla, in cui lei è una matta e rompe le scatole al suo ragazzo per qualsiasi cosa, così iniziano a litigare e non si fermano più, allontanandosi continuamente e poi facendo pace a lume di candela con la musichetta toccante, nel finale si raggiunge l'apice del ridicolo perdonando anche un tradimento con la stessa leggerezza di quando perdoni una persona che ha fatto cadere un po' di sugo sulla tovaglia, vabbè.
Che dire, filmaccio brutto e a tratti fastidioso, mai convincente, in bilico tra il melenso e l'isterico, da evitare.