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L'UOMO DEI SOGNI regia di Phil Alden Robinson

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stratoZ     6 / 10  11/06/2026 12:40:05 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Film che mi divide, per intenderci, è la classica baracconata retorica hollywoodiana, con una tonnellata di miele che a tratti diventa insostenibile, dall'altro lato, tuttavia, è riuscito ad emozionarmi, e francamente non me lo aspettavo, si parla di un certo realismo magico che quasi sempre mi sta sulle palle a pelle - ci sono gradevoli eccezioni, come "Miracolo a Milano" di De Sica, ma si parla di tutt'altro periodo e produzione - lo stesso soggetto sfiora l'assurdo ed ovviamente, è da prendere come un'iperbolica metafora, azzarderei quasi a dire provocatoria, narrando la storia di quest'uomo, interpretato da Kevin Costner, del quale viene velocemente narrato il background nelle prime sequenze, che dopo la morte del padre, con cui condivideva la passione per il baseball, ha messo su famiglia, avendo una moglie e una figlia e gestendo una fattoria, fin quando un bel giorno non inizia ad udire voci nel mezzo dei campi che gli dicono di costruire un grande campo da baseball per far tornare qualcuno, da qui, tramite questi indizi e qualche altro sogno premonitore, il protagonista decide di trasformare la fattoria nel campo da baseball, mettendo a rischio la famiglia che si troverà in grosse difficoltà economiche, praticamente nella realtà l'avrebbero internato da parecchio ma nel film la moglie invece lo sostiene, nella seconda parte il film si trasforma in un road movie nel quale il protagonista e la moglie vanno a cercare questo anziano scrittore che li ha ispirati da ragazzi, oggi anche lui passato ad una vita normale dopo i fasti degli anni sessanta nei quali era un'icona della controcultura, dopo un'iniziale riluttanza il protagonista lo convince a partire con lui ed andare a cercare altre icone della squadra di baseball ai tempi squalificata, ai quali entrambi sono molto legati, fino alle sequenze finali, di nuovo a casa del protagonista, nelle quali giocano tutti i vecchi giocatori, buona parte deceduti, finalmente liberi.

Il film in questa trama assurda presenta diversi elementi anche notevoli, quello che personalmente mi ha colpito di più è il rapporto padre figlio, trattato in maniera particolarmente malinconica, col protagonista che passa attraverso le ribellioni giovanili in un periodo in cui il florido contesto le favoriva, passando poco tempo col padre nei suoi ultimi anni di vita, il film con questa sorta di miracolo che presenta, dona una seconda possibilità al figlio di poter giocare ancora col padre, coinvolgendolo in quella che era la passione comune dei due, per quanto questo aspetto sia mostrato in maniera particolarmente melensa, è riuscito a commuovermi.

Poi c'è l'elemento meno originale, quello della scelta di vita alternativa, spesso stigmatizzata dal resto delle persone, la scelta del protagonista è un vero e proprio suicidio economico che di fatto gli causa innumerevoli critiche dalle persone esterne alla vicenda ed anche ultimatum sui pagamenti, il film sembra mettere in secondo piano questo aspetto, ovviamente con un approccio quasi fiabesco, dando una primaria importanza al sogno ed alla vita vissuta nel pieno della propria volontà, senza rimpianti e liberi, il contrasto con le altre persone, come addormentate ed inglobate in una routine sempre uguale, è mostrato dal fatto che nessuno degli esterni riesce a vedere i giocatori nel campo da baseball.

Carino a livello visivo, con una fotografia molto calda che evidenzia la componente sognante e valorizza le belle ambientazioni del Midwest, dove vive la famiglia protagonista, tra i bei campi di mais e le casette in legno.

Film che mi mette in difficoltà sulla valutazione, che potrebbe tranquillamente dipendere da come mi sono svegliato la mattina, sé di buon umore è un'opera emozionante e parecchio toccante, se ho le palle girate è una montagna di retorica e miele.