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KNEECAP regia di Rich Peppiatt

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stratoZ     6½ / 10  12/06/2026 12:27:16Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Diciamo che mi ha fatto venire voglia di andare in Irlanda del nord a combattere per l'indipendenza, Peppiatt dirige un film sul rap che però sa tantissimo di punk, un film ribelle, sopra le righe, sovversivo, che dietro alla discutibile etica dei protagonisti, dietro ai controversi testi delle loro canzoni, nasconde diverse riflessioni di fondo, una di queste, ritengo sia l'accettazione dell'imperialismo e l'importanza della propaganda, per intenderci, il Regno Unito è così consolidato, la corona inglese è così potente, da far risultare i ribelli delle mosche bianche, che nel loro voler mantenere viva la lingua, nel loro voler cacciare quello che è l'invasore, vengono biasimati e stigmatizzati dal resto degli stessi abitanti del posto, in fondo "Kneecap" racconta la storia di tre outsiders, tre persone, in realtà quattro assieme al personaggio di Fassbender, che per via delle loro idee inusuali, magari desuete, vedranno la loro vita costantemente influenzata, allo stesso tempo, il film mostra quanto vi sia una frammentazione della ribellione che non fa altro che giovare al governo in comando, come si vede nelle numerose organizzazioni dissidenti, le quali hanno ideologie lievemente differenti e sembrano essere lì per farsi guerra gli uni con gli altri piuttosto che coalizzarsi contro il potere centrale, spostando inevitabilmente il focus della protesta e delle azioni.

La narrazione mostra la progressiva trasformazione dei personaggi, dai due giovani rapper, disillusi e senza un vero scopo di vita, con diversi traumi alle spalle, tra cui l'abbandono del padre di uno di essi, considerato uno dei dissidenti più influenti, che troveranno nella musica un mezzo per la diffusione di una lingua moribonda, a quella del DJ, inizialmente un professore con una vita piuttosto ordinaria, ma che avvicinandosi all'ideologia dei due riscoprirà una vita di trasgressione, divertimento e qualcosa in cui credere. Ovviamente non mancheranno gli alti e bassi dati da un contesto che prova ad ostacolarli in tutti i modi, dai media alle forze dell'ordine, dai parenti ai datori di lavoro, il film all'interno di questa avventura presenta numerose scene spassosissime, dal primo incontro alla centrale di polizia tra il DJ e uno dei rapper, alle simpaticissime scene dei rapporti con la nipote della poliziotta, fino alle numerose sequenze sotto effetto di sostanze psicotrope, come quella radiolina parlante, ed ovviamente tanti numeri musicali.

Francamente mi sono divertito un mondo, il rap non è esattamente il mio genere preferito, anzi, e prima di questa visione non avevo idea dell'esistenza di questo gruppo, ma il film è un carrarmato travolgente di divertimento, trasgressione, psichedelia, nera ironia, turpiloquio e disagio giovanile, niente male.