williamdollace 6½ / 10 14/06/2026 20:56:35 » Rispondi Dopo 101 Crime, anzi prima, Bart Layton aveva girato American Animals, una storia vera, un pezzo di storia delle rapine americane, quattro ragazzi senza futuro che scorgono un'opportunità e la scambiano per destino, agendo con una certa incoscienza, ignorando tutte le regole base per poter non essere identificati, perché il punto non è nemmeno la rapina, il punto è il bisogno disperato di diventare finalmente immagine, leggenda, racconto, qualcosa che succede finalmente c@zzo e che non sia la propria vita lasciata lì a marcire.
Cinema di inquadrature al rovescio, come in 101 Crime, perché la visione della vita è capovolta e inedita, predeterminata a uno stato periferico di sopravvivenza e sogni ripassati, rimandati, demandati a una versione migliore di sé che non esiste, o che esiste soltanto nel minuto prima dell'errore, quando tutto sembra ancora possibile e invece è già tutto scritto nella goffaggine, nella paura, nella maschera messa male, nell'arroganza dei vent'anni quando confonde il desiderio con il piano.
Animali americani, dalle lunghe gambe, che incarnano la serenità, simbolo onnipresente di uno stato che queste quattro iene non raggiungeranno mai, perché anche quando corrono, anche quando rubano, anche quando provano a scomparire dentro una storia più grande di loro, restano lì, inchiodati alla propria fame, alla propria frenesia caotica, all'impossibile fuga da se stessi.