caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

MOTHER MARY regia di David Lowery

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
stratoZ     6 / 10  15/06/2026 12:12:23 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il nuovo film di David Lowery è un dramma sui generis che ho trovato parecchio intrigante, perlopiù per una messa in scena ambiziosissima, una narrazione che funziona nel descrivere questo rapporto lasciato in sospeso con evidenti ferite ancora aperte, ma che tuttavia, a livello personale, non mi ha fatto strappare i capelli, per intenderci, è oggettivamente un film valido, con una componente visionaria che regala gradevolissime sequenze surreali che diventano una rappresentazione del rapporto tra la protagonista, popstar di scala mondiale, ed una sua vecchia amica ed assistente, con la quale ha troncato i rapporti, la crisi che attraverserà la protagonista la porterà a tornare da lei prima di ricominciare un tour dopo diverso tempo, dando occasione per un confronto aspettato da anni.

Il film si basa su un sottilissimo equilibrio emotivo, un confronto tra le due che fin dalle prime battute fa trasparire tutti i mostri nascosti e covati sotto il rapporto, il forte rancore della costumista nei confronti non solo del singolo soggetto di Mother Mary quanto per tutto il mondo dell'industria musicale che sembra averla messa da parte, la collaborazione per creare il vestito perfetto porterà a lunghi dialoghi, tra aneddoti, sfoghi e vecchi contrasti che riaffioreranno, la parte centrale è un vero e proprio viaggio lisergico, Lowery regala una serie di momenti surreali uno dietro l'altro, facendo prendere al film le fattezze di un lunghissimo videoclip musicale, alternando momenti sospesi, con un forte uso del chiaroscuro, abiti estrosi - una marea - e colori impattanti, con alcune ambiziose coreografie dei concerti della protagonista, fino ad arrivare ad una componente horror ben marcata che può ricordare un po' quel gotico a cavallo tra i sessanta ed i settanta fatto di colori saturi ed una componente kitsch predominante, con delle connotazioni quasi da incubo ad occhi aperti, tra sedute spiritiche e possessioni che diventano metafora del risentimento, del senso di colpa, del rimorso, creando un vero e proprio filo tra le due che non sono mai riuscite a spezzare.

Nel complesso è un film interessante, con qualche difettuccio nella gestione dei momenti, la parte centrale nella sua maestosità l'ho trovata fin troppo tirata per le lunghe, con una serie di sequenze una dietro l'altra che non danno il tempo di metabolizzare, poi c'è anche l'elemento personale, dato che non vado matto per quel tipo di musica e quel tipo di videoclip a cui il film si ispira fortemente, ma da qui a dire che è brutto ce ne passa.