Film vagamente autobiografico di Waters che presenta uno stile molto in linea con la sua tarda produzione, diciamo quella più moderata, seppur ancora con una discreta dose di cinismo e ironia, il regista tramite la storia di questo ragazzino un po' strambo, fissato con la fotografia, dissacra e parodizza la società americana, questa volta il principale soggetto preso di mira è il mondo dell'arte, la prima parte è caratterizzata dall'uso di una componente demenziale per descrivere la vita quotidiana di Pecker, un pessimo lavoratore in una panineria che passa più tempo a fotografare cose random che a lavorare, con un amico puerile quanto lui che si diverte a fare marachelle, come la simpatica scena del supermercato in cui tutti vanno in palla perché si trovano nel carrello prodotti che non avevano preso, introducendo anche personaggi come la sorellina, dipendente dallo zucchero che vuole mangiare costantemente caramelle e cioccolatini e la mitica nonna con la sua statuetta della m4donna usata come un ventriloquo, una fidanzata sempliciotta che possiede una lavanderia, praticamente la vita di Pecker è molto vicina a quella di qualsiasi americano medio che vive nei quartieri di periferia, tutto cambia quando un bel giorno una critica d'arte che possiede una galleria nota le sue foto, in realtà sfocate e tecnicamente pessime, con inquadrature sbagliate e pose storte, apprezzandole tantissimo per la loro anticonvenzionalità, nonostante siano state fatte tutte casualmente, da qui inizia l'avventura di Pecker e la sua famiglia a New York, in un contesto totalmente distante dalla loro realtà quotidiana, nel quale vengono a contatto con numerose persone legate al mondo dell'arte, spesso caratterizzate da una certa boria, che fingono costantemente di apprezzare le fotografie alternative del ragazzo, tra cenette gourmet ed ambienti snob, fino ad arrivare alle sequenze successive nelle quali la fama di Pecker diventa fin troppo invadente, con giornali e media, e le stesse fotografie a minare la privacy di famiglia ed amici, andando a creare un contrasto tra la semplicità della vita precedente, fatta di momenti di divertimento senza un secondo scopo e l'impostata rappresentazione del contesto artistico a New York.
Tra episodi divertenti, il solito spirito dissacrante di Waters, una serie di personaggi iperbolici il film scorre via bene, una simpatica commedia cinica, non tra i migliori del regista ma molto gradevole.