Un discreto western con la struttura da road movie, con due protagonisti agli antipodi, da un lato un giovanotto scozzese senza la minima esperienza nel selvaggio west, un po' imbranato e particolarmente pavido, dall'altro un cacciatore di taglie che se lo prende a cuore e decide di accompagnarlo e proteggerlo per un po' di soldi, fino al raggiungimento della sua missione, ritrovare l'amata, fuggita dalla Scozia per problemi con la giustizia, il film nella sua breve durata mostra efficacemente il contesto del periodo, andando a toccare temi molto cari al western crepuscolare, mettendo in evidenza il contrasto tra l'idealizzazione del giovane, che pensa al west come una terra di conquista e di opportunità, con una narrazione molto vicina al sogno americano, ma che non ha mai toccato con mano la realtà del posto, fatta di violenza e avarizia, è tramite le varie peripezie dei personaggi che questo significato emerge prepotentemente, i vari incontri dei due mostrano personaggi singolari che fanno decadere ogni mito ed ogni valore millantato dalla narrazione, gli stessi militari ammutinati, diventanti a loro volta dei criminali, la famigliola svedese, con un background intuibilmente simile a quello del protagonista, venuta nel west per cercare fortuna ma che si ritrova a diventare parte del contesto criminale a sua volte, divenendo protagonista di una delle scene più struggenti del film, arrivando ad una serie di altri criminali, cacciatori di taglie, studiosi e nativi, tutti impegnati in una selvaggia sopravvivenza nella quale ognuno è disposto a ricorrere alla violenza ed all'omicidio pur di accaparrarsi qualche spicciolo.
La seconda parte è quella dove si sviluppa un pathos molto più evidente, gli svariati incontri porteranno i cacciatori di taglie sulle tracce del duo protagonista usandoli per andare a scovare l'amata con anch'essa una grossa taglia sulla testa, portando alla classica sparatoria finale nella quale tensione e violenza sono ben gestite.
Nel complesso è una discreta pellicola, tra belle ambientazioni, una buona regia che regala immagini imponenti con i suoi campi larghi e la fotografia così vivida, delle ottime interpretazioni, con Fassbender, che personalmente adoro, qui taciturno e disilluso, che sembra quasi alienato e totalmente stanco del contesto, non brilla per originalità ma è una visione gradevole.