Bellissimo film sentimentale di Linklater, il primo della trilogia, col suo stile peculiare, immersivo, che valorizza una sceneggiatura eccezionale, portandoci a passeggiare assieme ai protagonisti e venire assorbiti dal fiume di dialoghi tra i due, col senno di poi si può parlare di una trilogia che rispecchia dei periodi della vita, ecco, questo primo capitolo rappresenta quella fase della giovinezza spensierata, con i due protagonisti appena ventenni che si incontrano casualmente sul treno per Parigi, destinati a separarsi perché lui deve scendere a Vienna, ma che nella loro follia giovanile decideranno senza pensarci due volte di passare il resto della giornata, fino all'alba del giorno dopo, in giro per la città, uno degli aspetti che aiuta lo spettatore a legare empaticamente con i personaggi è la sensazione di vivere in una bolla temporale, quella bolla nella quale due estranei, entrati subito in sintonia, trascorrono la giornata con la consapevolezza di un'incolmabile distanza geografica, vivendo lei in Francia e lui negli USA, andando pian piano ad approfondire un rapporto che più si intenerisce più diventa lacerante per un futuro immaginato lontani, la narrazione ci porta per le vie del centro di Vienna, tra peculiari incontri e dialoghi immersivi nei quali i due sprigionano un certo acume e riescono a toccare svariati argomenti che passano dall'esistenzialismo alla critica sociale, toccando spesso considerazioni antropologiche sul rapporto di coppia, sullo scorrere del tempo, sul logorio della vita contemporanea, ma il mood dolceamaro che si viene a creare lascia comunque sensazioni di forte speranza, i due così ispirati, così giovani, con un futuro davanti tutto da scoprire procedono per le vie di una città pittoresca sviluppando la consapevolezza di un rapporto sentitissimo quanto breve, che proprio per la sua difficoltà nel continuare viene idealizzato e diviene quasi struggente.
La seconda parte, per intenderci, da quello splendido momento in cui prendono da bere in quella barchetta sul Danubio, e fanno un finto saluto per cercare di evitare sentimentalismi più avanti, è un'applicazione del concetto di cogliere l'attimo, è il momento nel quale questa bolla si rafforza e sembra non voler far passare più i pensieri intrusivi di un futuro distanti, pensieri che comunque rimangono latenti ma per quelle poche ore sono messi in disparte, concentrandosi sul godersi al massimo quel momento, regalando alcune scene sentitissime, dal simpatico accordo di Jesse col barista, che esattamente come lo spettatore empatizza e praticamente gli regala la bottiglia di vino, ai momenti al parco, ed ovviamente l'addio, che in quel dialogo finale e nella promessa di rivedersi, fino a quel momento vietata da entrambi, mostra tutta l'irruenza giovanile, mostra l'amore lunatico, emotivo e così legato a sentimenti di indecisione, qualche insicurezza tipica della giovane età che rende ancora più umani i personaggi.
"Before sunrise" è un film sentimentale bellissimo, l'emozione che sgorga da uno stile così semplice, con una camera sempre fissata sul dialogo tra i due, cogliendo solo raramente gli scorci della città, una fotografia tendenzialmente calda e la recitazione magnetica dei protagonisti lo rendono una splendida esperienza.