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QUEL TRENO PER YUMA (1957) regia di Delmer Daves

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stratoZ     8 / 10  23/06/2026 12:05:37Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Grandissimo western del mitico Delmer Daves, a mio parere uno dei registi più sottovalutati della Hollywood classica, un film teso, colmissimo di pathos, paranoico, con due attori strepitosi che caratterizzano così bene i loro personaggi e danno vita ad un duello psicologico impagabile, ma è soprattutto la regia che con la sua gestione dei tempi, con la sua descrizione del contesto, col suo movimento negli spazi, riesce a creare una vera e propria sensazione di oppressione, partendo da una trama basilare, con questo corposo gruppo di criminali che assalta una diligenza ed uccide il cocchiere dopo che aveva provato a ribellarsi, andando poi nella città più vicina a sviare le indagini dello sceriffo, cercando di portarlo fuori strada, e creando diversi danni al lavoro del protagonista, che nel frattempo è stato ostacolato mentre portava in giro le sue mucche, da qui il capo della banda viene catturato - a mio parere, il modo in cui viene catturato Ben Wade è l'unico difetto del film, diciamo risulta un po' forzato il fatto che si trattenga così tanto in città per via della barista, certo la f1ga è f1ga, ma anche meno -

Ecco, una volta che viene catturato il film entra nella sua parte migliore, il temuto criminale deve essere messo in quel treno per Yuma, che passa esattamente alle 3:10, il problema sarà resistere fino a quell'orario, soprattutto alla luce dei numerosissimi criminali della banda che non si faranno scrupoli ad usare la violenza per liberare il loro capo, qui Daves gestisce la tensione in maniera clamorosa, il suo dilatare i tempi, scandagliando gli attimi, giocando con l'orologio, sottolineando intelligentemente l'orario per dare allo spettatore la sensazione che stia passando così lentamente, andando a valorizzare l'elemento paranoico, quella certezza che prima o poi la banda verrà in città e circonderà l'edificio, gli angusti spazi della cameretta dove il protagonista ed il capo della banda aspettano l'orario giusto, con quella finestra bassa che da un lato è utile per comunicare all'esterno, dall'altro fa costantemente temere possa arrivare uno sparo da un momento all'altro, anche il sonoro gioca un ruolo fondamentale, con gli eventi fuori campo che accadono al di fuori della stanza, gli spari che presagiscono una striscia di violenza, l'iniziale silenzio assordante dei cittadini che si ritirano nelle proprie case per stare al sicuro, il tutto è enfatizzato anche dal duello psicologico dei due personaggi principali, con Glenn Ford nel ruolo del criminale, cinico ma con una componente umana non indifferente, che inaspettatamente, mostra un'indissolubile correttezza, che tuttavia contribuisce con la sua assertività ad innalzare la tensione, tramite avvertimenti e consigli nei confronti del protagonista, un Van Heflin inizialmente schivo, ma che col passare del minutaggio svilupperà una forte motivazione etica dietro ai suoi gesti, andando a creare un rapporto che nella sua rivalità intrinseca mostra un forte rispetto reciproco.

Per quanto mi riguarda, un western bellissimo, classico immancabile.