Per quanto mi riguarda è stata una delle peggiori delusioni degli ultimi tempi, adesso, non che mi aspettassi più di tanto, visto il mio rapporto con la filmografia recente di Spielberg, in cui tipo mi piace un film ogni dieci, e va bene, ma almeno nei film precedenti, anche quelli che mi piacciono di meno, qualcosina in più salvo, questo invece è un vero e proprio disastro, un concentrato di melassa, retorica, didascalismo e CGI brutta, una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, con dei risvolti narrativi estremamente forzati, dei personaggi caratterizzati malissimo, soprattutto per via delle motivazioni che li spingono a cacciarsi in situazioni simili, una catastrofe, mi dispiace.
Il soggetto in sé potrebbe contenere un elemento interessante, il discorso sulla conoscenza, il rapporto con la religione ed i media, sulla carta, è una tematica con del grandissimo potenziale, tuttavia nel film è riassumibile in due dialoghi in croce, quello del personaggio di Josh O'Connor con la fidanzata, che pone la questione sul dilemma tra far conoscere la verità a tutta l'umanità, con potenziali ripercussioni su ordine pubblico ed altro, o lasciarla in mano a pochi che la gestiscono, e quello al telefono con la suora, che mette in rapporto la fede religiosa e la possibilità di nuove vite nell'universo, andando a mettere in dubbio la visione antropocentrica che la religione e la società occidentale ci propina da secoli.
Il problema è che questi due elementi, rimangono fini ai dialoghi stessi, il resto del film è un continuo inseguimento con una posta in gioco rivedibile, dove praticamente questo dipendente di un'azienda con i migliori protocolli di sicurezza al mondo, un casino di personale, tecnologie incredibili, riesce a fuggire continuamente, la prima parte fondamentalmente è questo, con un montaggio alternato, che è una delle poche cose che funziona, che ci mostra sia le vicende della giornalista che inizia a riscontrare problemi, che quelle della fuga del dipendente, dopo un interesse iniziale il tutto viene mandato all'aria da scelte incredibilmente svogliate, con situazioni mai minimamente credibili, vogliamo parlare di quando Emily Blunt grazie alla sua abilità entra tranquillamente nell'hangar super top secret dove ci sono reperti alieni e con una sicurezza incredibile? E la fuga dei due riesce ad essere ancora peggio, con ogni militare che prova a fermarla che vede o il padre, o il figlio, o lo zio, o il cugino, o la badante, chiunque gli abbia causato un trauma, con la musichetta al piano in sottofondo e frasi rassicuranti, e così, via si fanno fuggire sti due col segreto che non deve mai uscire da quel posto.
Ma la bruttura definitiva è quella scena nella casa di lei da piccola, con Colman Domingo che diventa praticamente il narratore ed espone per filo e per segno ogni cosa, con l'immancabile musichetta al piano commovente in sottofondo, volevo morire, non è possibile fare sta roba, poi quando arrivano i cervi e le volpi in CGI ho desiderato essere murato vivo con cinque cobra e cinquanta ragni delle banane.
E poi si arriva al finale, la roba più raffazzonata del mondo, praticamente Colin Firth è stato dietro a questi fuggiaschi per non fargli rivelare il segreto, ha mobilitato mezza america, ha speso i fondi di due guerre mondiali, ha rischiato quindici infarti e trenta ictus per usare quello strumento alieno, poi arriva a due metri dalla giornalista e taac, vabè dai, fai pure, e si siede a guardare, l'unico sano di mente è il suo collaboratore che si inc4zza come una iena per questa cosa.
Non c'è tanto altro da dire, per me sono due ore e mezza buttate, un film incredibilmente brutto e sbrigativo, palesemente anacronistico, sia per la rappresentazione degli alieni, sia per il rapporto con i media, e no, non voglio stare qui a fare il discorso "eh ma Spielberg è un gran regista la sua mano si vede.." nono, Spielberg ERA un grande regista, fino ad una trentina d'anni fa, ad oggi, e mi fa male dirlo per la mia stima per le sue opere passate, alterna risultati mediocri a risultati disastrosi, questo è disastroso.